Un cammino comunitario per riscoprirci discepoli, fratelli e testimoni della speranza cristiana.

Con l’inizio della Quaresima la Chiesa ci introduce in un tempo prezioso, nel quale il Signore ci chiama a tornare all’essenziale. I quaranta giorni che conducono alla Pasqua non rappresentano una parentesi spirituale separata dalla vita quotidiana, ma un’occasione concreta per rinnovare il nostro modo di credere, di vivere e di stare insieme.


Il cammino quaresimale può essere illuminato dal tema che accompagna quest’anno gli esercizi spirituali: “Discepoli, fratelli e sorelle, comunicatori di Vangelo”. Non uno slogan, ma una sintesi della vocazione cristiana.


La Quaresima ci ricorda anzitutto che siamo discepoli. Prima di fare qualcosa per Dio, siamo chiamati a stare con Lui. La preghiera assume allora un significato nuovo: non solo pratica religiosa, ma spazio di ascolto profondo della Parola che orienta la vita. Digiuno e sobrietà diventano segni di libertà interiore, capaci di ridare ordine ai desideri e di riportare Cristo al centro.


Essere discepoli conduce inevitabilmente a riconoscerci fratelli e sorelle. La conversione non riguarda solo il rapporto personale con Dio, ma anche quello con gli altri. La Quaresima ci invita a uscire dall’individualismo, a custodire relazioni più vere, a esercitare la pazienza, il perdono e la cura reciproca. Ogni gesto di carità diventa così un segno concreto del Vangelo che prende forma nella storia.


Da questa esperienza nasce infine la missione: diventare comunicatori di Vangelo. Non si tratta principalmente di parole o iniziative straordinarie, ma di uno stile. Il cristiano comunica il Vangelo quando vive con mitezza, quando sa ascoltare, quando sceglie la speranza invece della lamentela, quando costruisce unità invece di divisione. In un mondo spesso affaticato e disorientato, la testimonianza semplice di una vita trasformata può diventare annuncio credibile.


La Quaresima, dunque, non è soltanto un tempo di sacrificio, ma un cammino di rinnovamento che prepara alla gioia pasquale. È il tempo in cui lasciamo che il Signore plasmi nuovamente il nostro cuore perché la fede diventi vita condivisa e il Vangelo possa risuonare attraverso di noi.


Dentro questo percorso si inseriscono le diverse proposte comunitarie che accompagneranno le prossime settimane: occasioni concrete per sostenerci a vicenda nel cammino verso la Pasqua, riscoprendoci davvero discepoli, fratelli e sorelle chiamati a portare il Vangelo nel quotidiano.


Il 22 marzo il Concerto di Ensemble Corale Echo

Musica e parole per meditare sul dolore e sulla fede di Maria ai piedi della Croce

Domenica 22 marzo alle 21, nella chiesa di San Giovanni Battista, l’Ensemble Corale Echo diretto da Cristian Chiggiato propone Stabat Mater, una meditazione quaresimale in musica sulla figura di Maria ai piedi della Croce. Ad accompagnare il percorso spirituale, le voci recitanti di Francesca Ricci, Alice Colucci e Daniele Cauduro. Un incontro tra musica e parola pensato per favorire la preghiera e la riflessione nel tempo di Quaresima.

Marta e Maria: due volte il mio nome

A SS. Pietro e Paolo, il 28 marzo

Nel cammino quaresimale della Comunità Pastorale si inserisce lo spettacolo teatrale Marta e Maria – Due volte il mio nome, ispirato alle figure evangeliche di Betània. Attraverso un dialogo intenso, lirico e talvolta ironico, le due sorelle esplorano il conflitto tra azione e contemplazione, rivelando il desiderio umano dell’essenziale. La casa diventa luogo simbolico di relazione, giudizio e trasformazione, dove emerge la verità di sé nello sguardo di Cristo.

Taybeh, antica Efraim, chiede un gesto di speranza

Il gesto di carità della Comunità Pastorale per la Quaresima

Durante la Quaresima la Comunità pastorale invita a sostenere i bambini di Taybeh, piccola città cristiana della Cisgiordania segnata da gravi difficoltà sociali e politiche. Le offerte aiuteranno l’asilo e le scuole parrocchiali, promuovendo educazione, sicurezza e convivenza pacifica tra cristiani e musulmani. Un gesto concreto di carità che diventa segno di speranza, pace e futuro per la Terra Santa.