A SS. Pietro e Paolo, il 28 marzo
Il percorso quaresimale proposto dalla Comunità Pastorale si arricchisce quest’anno di una proposta teatrale che mette a tema la ricerca dell’essenziale nella vita di ciascuno; si tratta di Marta e Maria, due volte il mio nome, un’azione drammaturgica che prende origine dai personaggi evangelici di Marta e Maria di Betània e dal loro rapporto per indagare “la cosa di cui c’è bisogno”, della quale parla Gesù nel Vangelo:
“Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno”.
Lo spettacolo che avrà luogo sabato 28 marzo alle ore 21.00 nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, sarà interpretato da Adriana Bagnoli nel ruolo di Marta e da Marta Martinelli nel ruolo di Maria. Il testo è stato scritto dalle stesse due interpreti e da Corrado Bagnoli, poeta e narratore. Insieme alla Comunità pastorale promuove l’iniziativa Il Centro Culturale Don Giussani.
Marta e Maria di Betània sono sempre state prese come modelli, l’una della vita attiva e l’altra della vita contemplativa: l’agire e l’essere, il fare e il pensare…in una contrapposizione che nella vita reale non sembra reggere, perché la realtà è troppo complessa e l’essere umano è troppo misterioso per ridursi a delle semplici antitesi.
Il testo si sviluppa in un dialogo accorato, vivace, con toni lirici e comici che conducono lo spettatore nell’esplorazione di ciò che si muove in noi di fronte alla vita. In scena prende carne l’eterna tentazione di Marta, “la serva delle cose”, la dannazione del suo fare, del gestire le cose e il bisogno d’amore di Maria, una sete inestinguibile, che la conduce nel mondo senza ordine, con una leggerezza malinconica, libera ma disordinata, smodata, assetata e senza pace.
L’allestimento scenico dello spettacolo “MARTA E MARIA- Due volte il mio nome” traduce sulla scena il rapporto umanissimo tra le sorelle che nella loro lotta scoprono la verità di loro stesse, scoprono che di fronte allo sguardo di Cristo e ancor più di fronte alla Sua morte il loro legame si fa profondo, vero luogo di trasformazione per entrambe, emergere dell’essenziale.
Lo spazio scenico è rappresentato principalmente dalla casa di Betània, il luogo di tutti i drammi e le fatiche di ogni famiglia. Lo spazio della casa viene poi trasfigurato e trasformato nello "spazio santo” della venuta di Gesù e infine nel Sinedrio, il tribunale davanti al quale Marta e Maria saranno giudicate colpevoli.
Le musiche originali sono di Andrea Motta, assistente alla regia è Giovanni Spadaro per la produzione de “Il Sugo Teatro.”