La chiusura della materna San Giuseppe interpella la comunità: dal dolore per una storia che si conclude alla sfida di costruire nuove forme di presenza educativa e cristiana in città.
Il mese di luglio si avvia alla sua conclusione ma, per me e, ne sono certo, per molti desiani cresce un rimpianto: la scuola materna S. Giuseppe, che si trova all’ombra della Basilica, sta per concludere definitivamente l’impegno educativo secolare, in passato come orfanotrofio e, per decenni, come scuola materna parrocchiale.
Vi confesso che provo tristezza in questi giorni e sono consapevole che ne ho la responsabilità! Alcune settimane fa, durante la festa conclusiva, ben organizzata e preparata dal personale della scuola, ho faticato a rimanere più del necessario perché tanti pensieri sono passati nella mia mente, ma soprattutto nel cuore.
Un’ ulteriore testimonianza della competenza e passione educativa della materna S. Giuseppe è lo scritto ricevuto qualche giorno fa dalla coordinatrice che va riletto e condiviso. È il pensiero di una mamma che scrive:
“Ci sono esperienze che restano nel cuore, e il Centro Estivo San Giuseppe è una di queste.
È stato, senza dubbio, uno dei percorsi più belli che mio figlio abbia mai vissuto. Ogni mattina entra con il sorriso e ogni pomeriggio torna a casa felice, pieno di racconti, emozioni e nuovi ricordi.
Qui abbiamo trovato persone straordinarie: umane, dolci, gentili, attente e profondamente innamorate del loro lavoro. Una dirigente meravigliosa, sempre presente e accogliente, assistenti che trasmettono gioia e serenità, una cuoca super che ogni giorno prepara i pasti con cura e affetto. Ma soprattutto un ambiente in cui ogni bambino si sente visto, ascoltato, accolto e amato.
In un mondo in cui trovare realtà così autentiche è sempre più difficile, il San Giuseppe è stato un esempio di educazione fatta con il cuore.
Sapere che a settembre questa splendida realtà chiuderà lascia davvero un grande dispiacere. È una perdita per tante famiglie e per tutti i bambini che avrebbero meritato di vivere un’esperienza così speciale. Grazie di cuore per tutto quello che avete donato ai nostri figli: porteremo sempre con noi un ricordo bellissimo.”
In questo scritto c’è la fotografia di una realtà. C’è la gioia di maestre, educatrici, personale e, soprattutto dei bambini!
Grazie alla coordinatrice, alle maestre, alle educatrici, al personale tutto, a voi mamme e papà, a voi bambini e bambine.
Auspico che nelle nuove realtà si possa continuare quanto di buono è stato sinora fatto.
Non mi vergogno a dire che siamo più poveri e soli da ora in avanti.
Qualcuno potrebbe allora dirmi: ma perché hai preso questa decisione? Perché non hai cercato altre soluzioni?
Un fratello che cammina con tanti altri fratelli e con la responsabilità di una paternità non può fingere e non vedere i problemi che ci sono in famiglia.
La comunità cristiana ha generato molto nei decenni passati e, sono certo, continuerà a generare attenzioni, accoglienze, impegno educativo, aggregazione e soprattutto vita cristiana.
Ma come? Con quali mezzi, strumenti, strutture?
I mezzi e le strutture sono utili e importanti, ma l’essenziale è il mettersi in gioco delle persone. Di ogni Chiesa che abita la città, di ogni cristiano che desidera, per amore di Cristo e della Chiesa, lasciar trasparire che c’è una Chiesa, una comunità viva, che vede i problemi non per lasciarsi morire o per cadere nella lamentosità, ma per rilanciare l’annuncio del Vangelo e rispondervi secondo la situazione e le esigenze del tempo in cui siamo.
Chiudere la S. Giuseppe è sofferenza, chiudere la S. Giuseppe è riconoscenza, chiudere la S. Giuseppe per motivi di gravi problematiche strutturali, mi porta allora a domandarmi e condividere con voi la domanda: quale riconversione per essere Chiesa realmente presente nella città oggi, nell’anno 2026 e negli anni a venire?
Ci aspettano impegni considerevoli ma con grande riconoscenza a voi, sono certo, sapremo affrontarli insieme. La mia riconoscenza è al Consiglio Pastorale, alla Commissione Affari Economici, diaconia e al personale della S. Giuseppe e con tutti i desiani di buona volontà affrontiamo il presente per donare futuro nella consapevolezza che Dio, che è Padre, non abbandona i suoi figli.