La gratuità come scelta libera che fa crescere la comunità cristiana

Nelle settimane appena trascorse mi è tornata con insistenza una domanda: cosa trasforma un insieme di persone in una comunità? La domanda è affiorata osservando i ragazzi e le ragazze negli oratori estivi, gli animatori che, con un buon numero di volontari adulti, si sono dedicati ai più piccoli. Ancora più ampiamente la domanda affiora scorrendo il calendario, gli appuntamenti condivisi nello scorso anno pastorale e quelli che condivideremo a partire dalla festa di San Rocco e di San Pio X. 


La domanda è tornata ogni volta che in questo mese di agosto ho celebrato la Messa nelle nostre parrocchie e ho trovato lettori, animatori del canto, organisti, chierichetti pronti a servire perchè la preghiera fosse per tutti e realmente incontro con Cristo, festa, esperienza di fraternità. 


La stessa domanda torna quando incontro persone che si prendono cura delle solitudini, malattie e ogni altra forma di fragilità o povertà. Torna quando penso ai mesi a venire: come possiamo continuare a offrire proposte di formazione cristiana, liturgie che sono incontro con Gesù vivo e gesti concreti di carità? Come possiamo animare incontri e appuntamenti perchè la Chiesa viva e faccia vivere la città?


È fondamentale essere animati da un sapiente discernimento per non perseguire obiettivi diversi dall'annuncio del Regno di Dio, ma la risposta alla domanda si fa sempre più luminosa. È possibile perché molte persone scelgono di compiere atti gratuiti.


Cos'è un atto gratuito?


Non è un ulteriore impegno tra i tanti affanni del quotidiano. Non è la necessaria corsa al lavoro o allo studio, all'accumulo di beni, ai consumi o ai ritmi disumani che spesso ci sono imposti. 


Neppure i piccoli e leciti piaceri che ci concediamo o riceviamo.


L'atto gratuito non si compra e non si paga, non ha prezzo, altrimenti non sarebbe gratuito!


Ecco come vive e cresce la comunità dei discepoli di Gesù nella città; vive e cresce perché molte persone, in totale libertà e senza alcun interesse, scelgono di compiere atti gratuiti


L'atto gratuito non è anzitutto un fare, un compiere questo o quel servizio, ma accogliere da Dio Padre tutto ciò che ci dona, a partire dalla vita. Solo sperimentando la gratuità di Dio saremo gente che scende per le strade, entra nelle chiese, negli oratori, nei luoghi di studio o di lavoro, vive in famiglia, compiendo atti gratuiti, pacificanti anche per se stessi perché disinnescano le bombe della rivendicazione, del conflitto, del sospetto e della violenza.


Grazie a tutti coloro che compiono atti gratuiti e, nel riprendere il cammino del nuovo anno di vita comunitaria, sceglieranno con libertà di vivere compiendo atti gratuiti.


don Mauro


Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.