Appartenenza, incontro e comunità
Palio è una parola che significa competizione tra contrade. È un incontro gioioso tra persone che non dovrebbero cercare conflitto, ma la gioia di sentirsi parte di una comunità.
Il Palio di Desio è una competizione gioiosa tra uomini e donne che vivono in città e appartengono alle undici contrade. Non manca la passionalità della gara, ma con un obiettivo che è quello di unire, non di dividere. Non manca il senso di appartenenza, ma con la disponibilità a incontrare l’altro. Non manca la preparazione e l’allenamento, ma con la consapevolezza che l’altro è anche lui o lei predisposto alla vittoria e, comunque, coinvolto nella gara.
Se è così, il Palio di Desio non rimane solo una competizione, ma il rinnovarsi di un appuntamento cittadino che favorisce l’entrare in relazione gli uni con gli altri.
L’anno scorso ricordavo che il Palio è un fare! Quest’anno auguro che il Palio sia un fare, ma ancor più un vivere.
Lo slogan è: VIVERE IL PALIO
Il Palio è da vivere:
- vive grazie a chi organizza e coinvolge
- vive grazie a chi si lascia coinvolgere nella sfilata, nella corsa, nella preparazione remota e prossima
- vive grazie alle competenze creative, artistiche e organizzative dei molti coinvolti
- vive grazie alla gente che abita la città e oltre la città e vi partecipa con il desiderio di incontrare e lasciarsi incontrare
Scrivono i sociologi Giaccardi – Magatti nel libro “macchine celibi”:
“E’ tempo di prendere atto del fatto che, come scriveva Hanna Arendt, non è l’uomo ma gli uomini che abitano la terra. E che la pluralità, non la polarizzazione, è condizione della vita, oltre che della democrazia”.
Vivere il Palio è certamente gioia e svago, ma ancor prima esperienza di essere abitatori di uno spazio non da soli, ma insieme. Uno spazio da condividere e costruire insieme e non da possedere.
Insieme VIVIAMO IL PALIO e, quindi W IL PALIO