Riscoprire il desiderio per rimettersi in cammino verso Dio e la felicità autentica
Adrian Candiard, un frate domenicano che vive in Egitto, in un contesto multiculturale e multireligioso spesso anche complesso, scrive:
“Cosa mi potrà mai saziare, se io non ho più desiderio?
Sono invitato a scovare il mio desiderio... esso diventerà il cammino più sicuro nel quale Dio mi invita a raggiungerlo”.
Non è difficile ritrovarsi in queste affermazioni perché fotografano l'esperienza di vita di ciascuno di noi. Senza desiderio non si vive, non si cammina, non si cerca, non si ascolta e non si cresce.
È proprio per non annientare il desiderio che torna ogni anno il tempo di Quaresima e, per noi, la settimana degli Esercizi Spirituali nella vita quotidiana.
Una settimana, a partire da domenica prossima, dove lasciar affiorare soprattutto una domanda: cosa o chi mi rende felice?
La nostra domanda si incontra con l'imprevedibilità di Dio, un Dio che cerca dialogo con uomini e donne concreti, che costringe, a volte anche con tempi di aridità o di lotta, a camminare verso l'incontro che rende discepoli, fratelli e sorelle, comunicatori di vita buona.
Nella settimana che ci attende, aiutati dalle meditazioni e dallo strumento appositamente preparato, potremmo fare esperienza di una fame che potrebbe anche placarsi, di una sete che potrebbe anche individuare la sorgente rigenerante.
Iniziando con tale scelta sarà possibile continuare, almeno in Quaresima e nella Settimana Santa, a cercare il Signore che si fa trovare nel Crocifisso Risorto.
Potranno esserci di aiuto anche alcuni libri che possiamo trovare in parrocchia e offrono suggerimenti e percorsi per vivere la fede nella vita.
Concludo facendo mio l'invito dello scrittore e poeta Agostino Degas:
“Non è mai troppo presto o troppo tardi per fare le nostre scelte. È sempre il momento giusto: ora, qui, adesso. Il resto sono solo scuse. Chi sceglie, chi fa tentativi, anche quando sbaglia, fa sempre la cosa giusta”.