La visita natalizia come segno di Chiesa in uscita e corresponsabilità laicale

In prossimità del Natale quest'anno ho “visitato” alcune famiglie delle parrocchie di S. Pietro e Paolo e S. Pio X. E' un servizio alla mia comunità e alla mia chiesa di cui, come laico, mi sento parte corresponsabile. Ho avuto modo di incontrare persone e famiglie che abitano nella mia città e di farmi latore di un piccolo messaggio, di un pensiero, di un sorriso, di una disponibilità all'ascolto. A dire il vero, qualcuno si è un po' stupito nell'apprendere che un laico di S. Giorgio sia stato inviato a famiglie di un'altra parrocchia: personalmente la trovo un'idea significativa, che ci invita a superare gli steccati fisici e mentali dei confini della parrocchia per aprirsi al contesto più grande di una unica comunità cristiana.


Ha ancora senso che oggi la Chiesa proponga la visita natalizia alle famiglie? Mi è capitato di sentire alcuni pareri che tendono a mettere in discussione questo momento: siamo in pochi, è faticoso, è difficile trovare le persone in casa, ma ne vale la pena?


Io credo invece che sia essenziale che anche la Chiesa di Desio si metta in ricerca di ogni persona, credente o non, praticante o indifferente. La Chiesa in uscita, che va verso le periferie esistenziali ideata da Francesco, aveva proprio questa dinamicità, quella di chi fa il primo passo verso gli altri, di chi si interessa degli altri e li incontra là dove vivono nel quotidiano.


È altresì importante che, 60 anni dopo il Concilio, il ruolo del laico nella Chiesa venga valorizzato per la sua specificità: un laico che incontra un altro laico ti suggerisce l'idea che il Vangelo può e deve riempire la vita ordinaria delle persone, anche con le due chiacchiere che si fanno all'inizio dell'incontro che non è solo rispetto della forma, ma che significano mi interesso di te e della tua vita.


Il centro dell'incontro è poi la preghiera in cui non si riceve la benedizione, ma bensì siamo noi, insieme, a chiedere a Dio di benedire la nostra famiglia e la nostra vita: il Natale che arriva acquista così un senso più autentico e diventa l'evento in cui quel Dio di Gesù ci dice sono con te oggi e ogni giorno.


Cerco sempre di entrare in punta di piedi in ogni casa, chiedendo subito scusa per il disturbo. Nella gran parte dei casi bastano pochi minuti per entrare vicendevolmente in un clima famigliare : nell'uscire dalla casa, l'iniziale titubanza scompare e negli occhi delle persone spesso ho colto gratitudine. Ho trovato molte persone disponibili e dal cuore aperto; alcuni volti e situazioni mi sono entrate nell'animo, un anziano che si chiede perchè, una persona sola che dopo solo 2 minuti mi ha aperto la porta del suo cuore. Tornando a casa ripenso a quanto ho condiviso con ognuno di loro: se ho colto anche solo un barlume della luce del Natale vuol dire che nel nostro oggi c'è ancora spazio per la speranza.   


Vito Bellofatto