La visita natalizia dei laici: un’esperienza di comunità, ascolto e condivisione

Alcuni laici della Comunità Pastorale hanno affiancato sacerdoti e suore nelle visite natalizie alle famiglie, iniziate in novembre e portate a termine in prossimità del Natale. Da un paio d'anni le visite si effettuano solo in una parte della città: per il Natale 2025 sono state incontrate le famiglie delle parrocchie dei Santi Pietro e Paolo e di San Pio X. L'esperienza per i laici che aderiscono alla proposta è forte, lascia un indelebile segno di fratellanza e di condivisione, di appartenenza ad una vera comunità, come loro stessi sostengono.


“Era appena cominciata l’estate quando sul gruppo WhatsApp “Visita di Natale” ci venne chiesta la disponibilità a visitare le famiglie durante il periodo natalizio. E in un attimo ci si trovò alle porte dell’Avvento , con un bel gruppetto di laici della nostra parrocchia pronti a partire in coppia (ci piace pensare ai discepoli mandati da Gesù), anche questa volta verso l’avventura di suonare campanelli e passare di casa in casa, non per benedire (questo lo fanno i sacerdoti e i diaconi) ma semplicemente, con una preghiera, per portare a nome di tutta la comunità cristiana l’annuncio che a Natale Gesù viene davvero, a vincere tutte le oscurità del nostro mondo.  La novità di quest’anno per noi è stata il fatto che, oltre alle visite nel territorio della nostra parrocchia di S.S. Pietro e Paolo, ci è stato chiesto di dare una mano anche nella parrocchia di S. Pio X.   Ma nessuno si è spaventato per così poco.   Come sempre non sapevamo che cosa ci aspettasse quando suonavamo il campanello di una casa, spesso non conoscevamo chi ci veniva ad aprire...ma la cosa era reciproca: qualcuno era preparato alla nostra visita, per altri eravamo una sorpresa, per altri ancora   un'attesa magari molto lunga. A volte si è ascoltato il racconto di una nuova nascita, altre volte si è condiviso il dolore per la perdita di una persona cara o per una malattia; i bambini fremevano per raccontarci la loro attesa del Natale, qualche anziano tornava volentieri al Natale della propria gioventù o approfittava per chiedere notizie sulla parrocchia. In ogni casa che abbiamo visitato abbiamo fatto un momento di silenzio interiore per una preghiera insieme, testimonianza reciproca di stima e di appartenenza alla comunità dei cristiani. Abbiamo apprezzato il valore di incontrare persone allo stesso tempo sconosciute e fratelli e sorelle, di ascoltarsi senza necessità di dare consigli o trovare soluzioni, di rendere concreta l’appartenenza alla comunità cristiana, di trovare il volto di Gesù dentro ogni casa, e, non ultimo, di sentirsi davvero sorelle e fratelli di tutte le persone che hanno accettato di vivere questa avventura”.
Germana e Marina