Volti, bisogni e risposte della povertà a Desio nel 2025
Nella lettura dei dati dei centri di ascolto Caritas della città di Desio per il 2025, ci guida una premessa che abbiamo preso in prestito da Don Paolo Selmi, co-direttore di Caritas Ambrosiana:
“Le persone non sono numeri o soggetti anonimi, ma individui con un volto, un nome, una storia, una fragilità, una sofferenza”
Con questo stile abbiamo cercato di leggere i dati dell’anno 2025, dai quali abbiamo rilevato un quadro delle diverse emergenze presenti nella nostra città perchè siano resi pubblici e visibili da tutti, anche in un contesto come il nostro in cui si tende a marginalizzare le forme di povertà. Ecco perchè è importante cercare di fare luce su questa realtà: la comunità ecclesiale e civile deve sentirsi interpellata da questi dati, o meglio da questi volti e persone, e ognuno di noi deve chiedersi come poter essere, nel proprio piccolo, “luce del mondo” in un mondo che cambia .
Le persone incontrate
- Nel 2025 sono state incontrate nei CDA Basilica e S. Giovanni Battista 283 persone/famiglie ( il 10% in più rispetto all'anno precedente), attraverso 863 colloqui di ascolto: il maggior numero di colloqui tiene conto che la persona/famiglia viene ascoltata in media 3 o più volte per approfondire la situazione e giungere così a un progetto condiviso e concreto di azioni e di passi da compiere per uscire dalla difficoltà.
- Di queste 283 persone/famiglie ben 129 sono state incontrate per la prima volta, segno di una costante crescita dei bisogni e delle necessità nella nostra città; sono donne il 60% delle persone che si sono rivolte ai CDA, un dato che ci dice che sono in maggior parte le donne che si mobilitano e che chiedono aiuto.
- Il 46% delle persone incontrate è di nazionalità italiana, mentre il restante 54% proviene da 30 paesi del mondo , tra cui Romania, Marocco, Pakistan, Albania, Equador, Perù, Tunisia, Ucraina, ecc...
Le richieste pervenute
-Il lavoro è la richiesta più gettonata (24%), perchè se il lavoro è instabile o incerto o peggio, mancante si perde l'autonomia necessaria per garantirsi un dignitoso tenore di vita. Segue la richiesta di alimenti (22%) e quello di informazioni (21%) di vario genere e natura.
-Il problema casa è però l'assillo più destabilizzante per molte famiglie (17%): non avere una casa, soprattutto per i senza residenza o i senza fissa dimora, significa non potersi stabilire in un luogo dove vivere relazioni e rapporti stabili e sereni. In altri casi invece si ha una casa, ma l’affitto oneroso aggrava le difficoltà economiche con il rischio della perdita della casa per il mancato pagamento dell'affitto o delle spese: molte famiglie vivono in quest'incubo in cui non si intravvedono né soluzioni a breve termine né, tantomeno, definitive.
-Il dato significativo delle richieste di informazioni e delle problematiche complesse (88) andrebbe approfondito: ci chiediamo se molte persone vulnerabili non abbiano più un punto di riferimento e non sappiano a chi rivolgersi...
Le risposte e gli interventi effettuati
- Per quanto riguarda il lavoro, 28 sono le persone che hanno trovato lavoro grazie alla consulenza dei CDA: il maggior numero di persone come badante, mentre altre persone sono stati avviate al lavoro attraverso il gruppo di lavoro aggregato alla Fondazione S. Carlo - Caritas Ambrosiana" Diamo lavoro". A persone disoccupate sono stati offerti dei tirocini di lavoro, un modo per rientrare nel mondo del lavoro e allo stesso tempo rendersi utili : il buon esito del tirocinio, per alcuni, si è poi trasformato in una assunzione...
- Sul lato alimenti e “pasti solidali” sono stati erogati 68 interventi, attraverso schede prepagate o l'invio alla posteria sociale o con borse alimentari a cui vanno aggiunte 17 persone che hanno usufruito del pasto solidale al ristorante Tramonto per un totale di 1933 pasti.
- Gli interventi a fronte del problema casa (18) attraverso il sostegno per affitto, utenze e problemi economici (20) hanno riguardato l'erogazione di sussidi diversificati a famiglie con problemi di reddito insufficiente.
In conclusione
I Centri di ascolto Caritas operanti nella nostra città svolgono l'essenziale funzione di essere punto di riferimento e luogo di relazione per ogni persona, senza alcuna esclusione, attraverso l'ascolto attento per la ricerca delle cause che generano il problema, un primo passo verso un cammino di insieme per il recupero dell'autonomia .
L'obiettivo è quello di aiutare le persone a migliorare la propria qualità di vita, lasciandoci ispirare da una frase di Don Lorenzo Milani: "I CARE", mi interessa, mi sta a cuore.