Pio XI e il suo tempo
Uno sguardo al passato per capire il presente e immaginare il futuro. Torna per la quattordicesima edizione il convegno “Pio XI e il suo tempo”.
Sabato 7 febbraio, nella Sala Stendhal di Villa Tittoni, si è tenuta una giornata di studi dove storia e attualità si sono intrecciate.
I lavori si sono snodati lungo tutta la giornata interventi e approfondimenti. In chiusura di giornata ha preso la parola Sua Eccellenza Monsignor Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Abate di Pomposa e presidente della Fondazione Migrantes, da anni voce autorevole sui temi delle migrazioni e del dialogo tra i popoli.
Il suo intervento “Una pace disarmata e disarmante: da Pio XI a Leone XIV”, ha ripercorso un secolo di magistero della Chiesa sul filo conduttore della pace.
C'è un parallelismo straordinario - spiega monsignor Perego - tra il tema che Pio XI aveva scelto per il Giubileo del 1925 – pace e unità – e i due temi che stanno caratterizzando l'inizio del pontificato di Leone XIV. Il primo saluto del nostro nuovo papa è stato un appello alla pace, rafforzato poi dal documento di questo primo gennaio sulla “Pace disarmante”. E poi c'è l'incontro che ha tenuto insieme a tutti i patriarchi delle chiese ortodosse, a Nicea, in occasione dei 1700 anni del Concilio di Nicea.
Anche Pio XI aveva coniugato il tema della pace e dell'unità proprio in occasione dei 1600 anni dello stesso Concilio.
E senza giri di parole, Monsignor Perego trova analogie preoccupanti tra il periodo storico che stiamo vivendo e quello del papa desiano. Era un momento di nazionalismi che poi sfoceranno in una guerra di cui Pio XI ha subito sentito il rischio. Un nazionalismo ritornante oggi, che rischia di generare guerre e contrapposizioni con l'indebolimento della comunità delle nazioni, osserva l'Arcivescovo. Un tema, quello della pace, portato avanti dai Papi che gli succederanno.
Pio XII ne dedicherà gran parte del suo ministero, fino ad arrivare alla “Pacem in Terris” di Giovanni XXIII, primo documento sociale interamente dedicato alla pace, dove si inserisce il tema del disarmo. Paolo VI riprenderà questi argomenti nel suo discorso del 1965 all'ONU, il primo di un pontefice davanti all'assemblea delle Nazioni Unite. Giovanni Paolo II approfondirà il legame tra pace e disarmo con il documento “Iustitia et Pax - Verso un disarmo generale” del 1976. Benedetto XVI continuerà lo stesso discorso della pace nella “Deus Caritas Est” e nella “Caritas in Veritate”, mentre Papa Francesco ne darà una sottolineatura particolare nella “Fratelli Tutti”.
Già nel 1968 Paolo VI scriveva che la diversità non deve diventare lotta tra generazioni. Un messaggio richiamato ancora oggi a tutte le nostre chiese, ricorda Perego. Una rappresentazione concreta di una realtà che costruisce ogni giorno la strada per la pace è proprio la Fondazione Migrantes. Nata nel 1987, lavora nella ricerca, nello studio e nel coordinamento pastorale perchè ogni luogo di vita, sempre più abitato da persone di nazionalità diverse, non diventi luogo di conflitto, giudizio e violenza - spiega l’Arcivescovo - dalla scuola multiculturale alla parrocchia multireligiosa, perchè la diversità non diventi motivo di contrapposizione. I progetti della Fondazione nelle parrocchie e nelle associazioni facilitano l'integrazione attraverso borse di studio e progetti interculturali. Sono 197 le nazionalità presenti in Italia, uno dei paesi più multietnici d'Europa - sottolinea Perego - La missione, che fu una delle intuizioni più importanti di Pio XI, ha creato queste condizioni: tremila sacerdoti provenienti dai paesi di missione restituiscono oggi alle nostre comunità, quello che i nostri missionari hanno portato nel mondo. Il tema della missione genera sempre scambio.