Don Silvio richiama il valore della missione, della preghiera e della solidarietà concreta, invitando a superare i confini delle proprie comunità per costruire relazioni fraterne e testimoniare la gioia del Vangelo.
Nel mese di ottobre siamo chiamati alla preghiera per le missioni e alla riflessione sulla missionarietà della Chiesa intera e di ciascuno di noi. Domenica scorsa 18 ottobre, la terza domenica del mese, si è celebrata la Giornata Mondiale Missionaria, voluta esattamente 100 anni fa dal Papa desiano Pio XI, il Papa delle Missioni. Il tema di quest'anno, scelto da Papa Leone XIV, è Uno in Cristo, uniti nella missione. Per l'intero mese missionario è richiesta particolare attenzione alla preghiera e anche al sostegno economico, concreto, per le missioni diffuse in tutto il mondo.
«La Giornata Missionaria Mondiale -ha scritto Papa Leone- è l’occasione per aiutare le nostre comunità cristiane a fuggire dalla cultura particolarista e individualista che ci circonda e ad allargare l’orizzonte dello sguardo al di là dell’ombra del proprio campanile, per sentirsi uniti, in comunione spirituale, a tutte le comunità cristiane del mondo che, pur con modalità e linguaggi diversi, celebrano e vivono la stessa fede».
Che la missione sia il paradigma di tutta la vita cristiana e della azione della Chiesa lo dimostra anche il sottotitolo dalla proposta pastorale dell'arcivescovo Delpini per quest'anno: “Lo stile sinodale per la missione è di irradiare la gioia cristiana”.
Scrive:
“La missione è un essere conformi a Gesù per operare secondo il suo Vangelo ed è frutto della comunione con Gesù e della docilità al Suo Spirito. Cioè, avendo sperimentato la gioia del Vangelo il cristiano la testimonia e la vive nell'incontro coi fratelli, prendendosi cura delle ferite e della infelicità del mondo, ascoltando le voci della gente che cerca la gioia e chiede consolazione”.
Ora avendo anche io compreso che non potevo ritirarmi dentro le mura delle nostre comunità, immaginando magari un mondo a parte, ho voluto, da parte mia, mettermi a disposizione per la missione ad gentes. E sono stato mandato dal Cardinal Martini in Zambia per allargare il mio sacerdozio a una fraternità ampia, con una testimonianza concreta di vicinanza ai poveri. Oggi penso che non basta la compassione né la denuncia dei mali del mondo; non basta curare le nostre comunità per conservare ciò che si può mantenere, ma occorre aprirsi a relazioni fraterne dentro e fuori del nostro cerchio.
Come dice l'Arcivescovo:
“Tutti i cristiani fedeli sono chiamati a praticare una cura per le relazioni. Tutti hanno una mano da stringere, una parola da condividere, un volto per sorridere”.
Testimoniando così la fraternità, apriremo qualche porta, perché molti altri possano entrare a fare comunità.
Buona missione!
Don Silvio
© Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.