La verità che libera: rimanere nella Parola di Gesù per vincere le schiavitù interiori.
Le letture di oggi non sono facili, esigono una riflessione particolare, sono un invito alla lettura e allo studio attento della Parola di Dio. La pagina di Vangelo è una delle più forti. Gesù, parlando a coloro che avevano creduto in Lui, li accusa di essere bugiardi e schiavi, mettendo in discussione i valori fondamentali per un ebreo: l'appartenenza alla discendenza di Abramo e la libertà. Li accusa di essere schiavi, figli di Satana.
Gesù viene tacciato di essere un indemoniato e un samaritano e c'è perfino un tentativo di linciaggio. Gesù documenta la sua affermazione: non sono veri perché, mentre dicono di essere figli di Dio e discendenti di Abramo, non accettano il Figlio di Dio fatto uomo; non sono liberi ma schiavi della loro situazione di peccato, da cui la legge (che si limita a dire cosa fare, senza aiuti per realizzarlo) non riesce a liberarli. Questa è una pagina di Vangelo attualissima: Gesù potrebbe accusare anche noi di non essere né veri, né liberi.
Innanzitutto non siamo veri.
Se siamo cristiani, figli di Abramo, di Dio, dobbiamo manifestarlo all'esterno, sempre e in ogni situazione. Dobbiamo cercare di essere coerenti coi nostri pensieri. Oggi non siamo liberi, siamo gelosi della nostra libertà, schiavi di tante cose: del condizionamento dei giornali, della TV, della moda, dell'ambiente e, interiormente, dell'egoismo, delle gelosie, delle paure.
C'è una strada per essere veri e liberi?
La risposta l'abbiamo nel Vangelo: "Se rimanete fedeli alla mia parola, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". La verità è Gesù. È da una comunione profonda con Lui, che è stato libero di fronte a tutti e a tutto, che possono nascere in noi la verità e la libertà!
Chiediamo al Signore di aiutarci a riscoprire questo dono e di viverlo bene, in particolare in Quaresima.