Due giorni di festa, memoria e comunità nel segno di San Giorgio
La memoria del santo che ha dato la vita per la sua fede nel Vangelo di Gesù è il punto focale dei due giorni di festa: nella celebrazione della S.Messa di domenica 26 aprile si ricorderanno il 50esimo anniversario di sacerdozio di Padre Gianfranco Barbieri e alcuni anniversari di matrimonio significativi.
Ricco il programma di questi due giorni, dove si alterneranno esibizioni, gare sportive, giochi per bambini, il pranzo comunitario, spettacoli musicali e, novità di quest'anno, anche una mostra fotografica intitolata ‘San Giorgio si racconta’, in cui si sono raccolti scatti e immagini di 40 anni di vita comunitaria, dal lontano 1961 ai primi anni 2000.
Un'occasione per riscoprire il gusto e il piacere di stare insieme, per incontrarsi e ritrovarsi come membri di una comunità viva di persone, di famiglie, di bambini, adulti, anziani.
Fare festa vuol dire allora saper condividere la gioia di chi, in semplicità, cementa vecchie amicizie e crea nuovi legami, perchè è quando ci si conosce che si possono superare steccati e barriere e si costruiscono ponti.
Fare festa vuol dire anche impegnarsi disinteressatamente per costruire un pezzetto di mondo più umano e meno individualista: ognuno di noi nel proprio piccolo può dare il proprio contributo unico e indispensabile. Senza i volontari non ci sarebbe nessuna festa e servono sempre nuove forze e nuove motivazioni. Non sono necessari grandi abilità, serve solo tanta voglia di mettersi in gioco per fare squadra e soprattutto un sorriso, un pizzico di pazienza e tanto cuore. Insieme si possono fare grandi cose.