Dire il nostro “Eccomi” ogni giorno, accompagnati dalla Grazia di Dio.
La solennità dell’Immacolata, a cui si lega la festa dell’Oratorio BVI, è una bella occasione per fissare il nostro sguardo sulla Madre di Gesù, lasciandoci evangelizzare dai suoi atteggiamenti e dalla Parola di Dio che ci narra l’evento dell’Annunciazione.
C’è innanzitutto una ferialità che viene visitata da Dio, oggi come allora: accadde a Maria, accade a noi ogni giorno.
Dio ci incoraggia con questo augurio angelico:
“Rallegrati! Il Signore è con te!” (Lc 1, 28).
È il desiderio di Dio anche per noi: riempire di Grazia la nostra vita. Tuttavia Maria si turba, si fa (e farà) delle domande: “A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo” (Lc 1, 29).
Quando nella nostra vita avvertiamo disorientamento, è lecito farsi delle domande, e farle anche a Dio!
L’angelo coglie il turbamento (a volte si capisce dal nostro sguardo, dalle nostre espressioni!) e le dice:
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1, 30).
Che cos’è questa grazia? È lo sguardo amorevole di Dio che si posa su ciascuno di noi, con i nostri turbamenti e fragilità. Per Dio non è un problema se siamo preoccupati, sereni, giusti o peccatori: Lui ci guarda con amore!
Questo sguardo ci domanda al contempo uno slancio:
“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra” (Lc 1, 35).
Il linguaggio è oscuro: che cosa potrà aver capito una ragazza di 15-16 anni? Maria infatti pone delle domande:
“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Lc 1, 34).
È vero che l’agire di Dio rimane pur sempre misterioso e non ci è dato di capire sempre tutto con la testa, con il puro ragionamento, anche se ci piacerebbe; a volte abbiamo bisogno di qualche segno che ci incoraggi, per continuare a fidarci di Dio.
“Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 36-37);
così, anche dentro la nostra storia Dio lascia le sue impronte.
Ecco lo slancio! Maria dice il suo Eccomi. Anche noi possiamo dire a Dio il nostro Eccomi quotidiano: nella fedeltà a Dio e nell’attenzione al nostro mondo, cominciando da coloro che sono a noi più vicini.
Maria non comprende tutto quanto, ma si affida; mette a disposizione la sua umanità, concretamente la sua pancia!
Dio ha bisogno anche della nostra umanità, così fragile, ma anche colmata dalla sua Grazia.
Se smettiamo di pretendere di avere tutto sotto controllo o di dover farcela da soli, c’è una Grazia di Dio che ci accompagna e ci accorgiamo che le cose le fa Lui, con noi e per noi, magari prima e meglio di noi!
Raccogliamo da Maria l’invito a pronunciare il nostro Eccomi, con tutta la nostra piccolezza e inadeguatezza, affidando a Dio il futuro che non conosciamo.
È la nostra vocazione, che cresce con i nostri piccoli sì di ogni giorno!