A distanza di qualche settimana, una testimonianza

Dal 15 al 19 dicembre, nella parrocchia SS. Pietro e Paolo, abbiamo vissuto un momento molto speciale: la Novena di Natale insieme ai bambini del catechismo. È stata una settimana intensa e ricca di emozioni, ideata e preparata dalle catechiste con l’obiettivo di aiutare i più piccoli a preparare il cuore per accogliere Gesù.


Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere ai bambini è semplice ma essenziale: per accogliere Gesù è necessario preparare il cuore. Il cuore si prepara aprendosi all’amore, imparando ad ascoltare, a fidarsi e a compiere piccoli gesti di bontà ogni giorno. Preparare il cuore significa lasciare spazio a Gesù nella nostra vita e riconoscerlo negli altri, soprattutto nei più piccoli e nei più fragili. Gesù è la luce che illumina il cammino di ciascuno di noi: il Figlio di Dio che si è fatto bambino e si è donato per amore, per insegnarci a vivere nell’amore.


Proprio come accade in ogni relazione umana, si può davvero aprire il cuore a una persona solo quando la si conosce: per questo motivo la novena è stata pensata come un vero e proprio viaggio alla scoperta di Gesù. Ogni giorno abbiamo ripercorso i momenti e analizzato i personaggi legati alla sua nascita, aiutando i bambini a entrare nel tempo e nel luogo in cui Gesù è venuto al mondo. Dopo la lettura del brano del Vangelo del giorno, le catechiste hanno proposto mini rappresentazioni, interviste e sketch ispirati al brano letto, rendendo il racconto vivo, concreto e profondamente coinvolgente.


I bambini hanno partecipato con grande emozione: i loro sguardi parlavano da soli. Erano attenti, curiosi, visibilmente coinvolti, come se si sentissero davvero parte di quella storia. Attraverso le rappresentazioni, molti di loro si sono immaginati dentro quel tempo e in quei luoghi, accanto ai personaggi che hanno accompagnato la nascita di Gesù.


Il primo giorno abbiamo riflettuto sulla figura dei pastori. Considerati all’epoca persone di poco valore, povere ed emarginate, sono stati proprio loro i primi a vedere Gesù e a incontrarlo dopo la sua nascita. Attraverso la rappresentazione, i bambini hanno scoperto che Gesù è venuto per gli ultimi, per chi ha un cuore semplice e pronto ad accoglierlo, e che per Lui ogni persona ha un valore immenso.


Il secondo giorno è stato dedicato a Re Erode, un personaggio che non compare nel presepe ma che è fondamentale per comprendere il contesto storico della nascita di Gesù. In questo giorno è stato proposto uno sketch in cui Erode ha fatto un monologo, raccontando i suoi sentimenti: cosa provò quando i Magi gli annunciarono la nascita di un nuovo re e la paura che ne seguì. Attraverso questa rappresentazione, i bambini hanno potuto capire come, accanto alla luce, esistano anche il male e la paura, e come Gesù venga al mondo proprio per vincerli con l’amore.


Il terzo giorno abbiamo incontrato i Magi, uomini ricchi e sapienti che hanno avuto il coraggio di lasciare tutto per mettersi in cammino alla ricerca della verità. In una simpatica intervista, un inviato “televisivo” ha chiesto ai Magi cosa avessero provato durante il viaggio e davanti al Bambin Gesù, facendo emergere una grande verità: la cosa più importante della vita è incontrare Gesù. I bambini hanno compreso che il dono più grande offerto dai Magi non sono stati l’oro, l’incenso e la mirra, ma la loro presenza e il loro cuore in ricerca.


Il quarto giorno è stato dedicato a Maria e Giuseppe. Attraverso uno sketch, i bambini hanno potuto immaginare cosa abbia provato Maria quando l’angelo le annunciò che sarebbe diventata la mamma di Gesù, e cosa provò Giuseppe quando, attraverso un sogno, ricevette da Dio la missione di amare e proteggere Maria e Gesù. Questo momento ha aiutato i bambini a riflettere sulla fiducia, sull’obbedienza e sull’amore silenzioso di figure centrali nella storia del Natale.


Infine, nell'ultimo giorno abbiamo messo al centro Gesù. Un angelo ha dialogato con i bambini, invitandoli a interrogarsi sul significato profondo della sua venuta nel mondo. Attraverso questo dialogo, hanno compreso che Gesù è venuto per cambiare il mondo, ma non con la violenza o il potere, bensì con l’amore. Le vere “armi” che Gesù ci dona sono la pace, il perdono, la gentilezza e l’amore, capaci di illuminare anche le situazioni più buie


Al termine di ogni incontro, ai bambini è stata consegnata una figurina di un personaggio del presepe da attaccare a una base. Giorno dopo giorno, seguendo il cammino della novena, ciascun bambino ha potuto costruire il proprio presepe personale, che si è completato alla fine della settimana, diventando un segno concreto del percorso vissuto e dell’attesa di Gesù.


È stata una settimana ricca di gioia, partecipazione ed emozione. Attraverso l’ascolto della Parola e le rappresentazioni, i bambini hanno vissuto l’Avvento non solo come un’attesa del Natale, ma come un vero cammino di preparazione del cuore. Un’esperienza semplice ma profonda, che speriamo resti viva nel loro cuore anche oltre il Natale.


Lorella Somaschini