Domenica 1 febbraio 2026
L’episodio descritto dal Vangelo di oggi segue il miracolo della moltiplicazione dei pani e, come sempre, Gesù ha un comportamento che ci stupisce.
Non sfrutta l’effetto del miracolo, l’entusiasmo della folla. Costringe i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva. Congeda la folla e va sul monte a pregare, solo.
È un brano ricchissimo di insegnamenti. L’incontro con il Padre non distoglie Gesù dai suoi discepoli, anzi lo rende ancora più attento e disponibile.
L'amore del Padre ha sfamato il popolo nel deserto e dimostra la sua Provvidenza, nel Vangelo di oggi, in Gesù che salva dalla tempesta e che invita “Coraggio, ci sono io, non abbiate paura”.
Dobbiamo credere in questo amore: il Vangelo mostra il contrasto tra la folla che crede e ricusa Gesù, e i discepoli che ”non avevano capito il fatto dei pani”, avevano il cuore indurito.
Quale posto occupa nella nostra giornata il pensiero del Signore? C’è un desiderio, come Gesù, di stare qualche momento, soli, con Lui? Tra le nostre richieste, c’è il chiedere una fede viva che spezzi il nostro cuore indurito? Nelle burrasche della nostra vita crediamo che il Signore è nella nostra barca, nella nostra storia? Ci sentiamo amati da un Padre che desidera donarci il perdono? Quale è il nostro rapporto con il Sacramento del perdono, la Confessione?
Oggi è la Giornata Nazionale per la Vita: sappiamo guardare con fede alla vita? La sentiamo come il dono più prezioso, premessa di tutti gli altri, di cui ringraziare il Signore e i nostri genitori che sono stati suoi collaboratori nel donarcela? Siamo disposti a dare una mano perché questo dono sia rispettato, amato, difeso dall’inizio alla fine, contro le piaghe dell’aborto, dell’eutanasia, della violenza, dell’indifferenza?
Vogliamo dare una mano a chi è in difficoltà riguardo alla vita nel suo nascere, crescere e nel suo tramonto?