Federico Faggin tra tecnologia, coscienza e futuro dell’umanità

La Fondazione Giancarlo Pallavicini Ente Filantropico Ets, nell’ambito delle iniziative aventi un particolare rilievo culturale, promuove per giovedì 23 aprile un incontro con Federico Faggin, uno tra i più qualificati e noti scienziati delle moderne applicazioni tecnologiche.


L’appuntamento si tiene presso la sala conferenze di Banco di Desio e della Brianza, in via Rovagnati 1, con inizio alle ore 21 (ingresso solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti).


Faggin è il progettista del primo microprocessore commerciale e del dispositivo elettronico “Touchscreen”. Grazie al suo contributo possiamo disporre dei moderni strumenti della comunicazione e della computerizzazione, anche interagendo tattilmente.

Ma l’aspetto di maggior interesse per la Fondazione è connesso con la particolare sensibilità con la quale Federico Faggin considera la moderna tecnologia come parte di un tutto, nelle sue connessioni con la vita e l’umanità, in un connubio tra la fisicità e il trascendente. Ne conseguono una serie di interazioni, difficili da comprovare col metodo galileiano della dimostrabilità oggettiva, ma delle quali risultano logiche evidenze, che sembrano allocare la scienza alla soglia del mistero.

Non sorprende quindi l’interesse riservato dalla Fondazione Giancarlo Pallavicini a sviluppi che guardano al futuro della scienza e della tecnologia, attente all’umanità nella sua armoniosa integrazione tra fisicità e trascendente, della quale è attuale e viva espressione il rapporto tra l’intelligenza artificiale e la coscienza, che costituisce l’argomento dell’incontro con Federico Faggin. D’altro canto, la Fondazione promotrice dell’evento è uno dei tre costituenti della Fondazione Treccani Cultura e della Fondazione SFERA, con l’università Cattolica di Milano, l’Ospedale Poliambulanza di Brescia e l’Associazione SFERA. Da esse - e non solo - è lecito attendersi una qualificata attenzione agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, certamente utili, purché eticamente mediati, dediti al bene comune e attenti ad evitare possibili danni all’umanità tutta per come la conosciamo. Quindi, non finalizzati soltanto all’interesse dei suoi promotori, già di natura economica, politica e di potere, ma pure tendenti ad innovativi indirizzi pseudo-religiosi di una futura umanità omogeneizzata da gestire.


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(FINO AD ESAURIMENTO POSTI)


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