Il secondo incontro della catechesi di Quaresima guida a comprendere la profondità della Cena del Signore
Domenica 15 marzo si è svolto il secondo incontro della catechesi di Quaresima guidata da Mons. Barlassina, dedicato al significato del Giovedì Santo e all’avvio del Triduo Pasquale. Un momento di riflessione intenso che ha accompagnato i presenti a entrare nel cuore della Settimana Santa, cogliendone la profondità liturgica e spirituale.
La catechesi ha preso avvio dalla spiegazione della Messa Crismale, celebrata al mattino nelle cattedrali, durante la quale i sacerdoti rinnovano le promesse dell’ordinazione e vengono benedetti gli oli santi: il crisma, l’olio dei catecumeni e quello degli infermi. Un segno di unità della Chiesa e di rinnovato impegno nel servizio.
Il fulcro dell’incontro è stato però la Messa nella Cena del Signore, che inaugura il Triduo Pasquale. Mons. Barlassina ha sottolineato come, nella tradizione ambrosiana, questa celebrazione non si limiti al ricordo dell’istituzione dell’Eucaristia e del gesto della lavanda dei piedi, ma si inserisca pienamente nel contesto della Passione. Fin dai riti iniziali, come il lucernario e l’inno, emergono i temi del tradimento di Giuda, dell’abbandono dei discepoli e della condanna di Gesù.
Particolare attenzione è stata dedicata alla Parola di Dio proclamata nella liturgia. Il riferimento al profeta Giona, interpretato come prefigurazione della morte e risurrezione di Cristo, si unisce al racconto dell’ultima cena nella lettera ai Corinzi e alla prima parte della Passione secondo Matteo. Tutto concorre a delineare un percorso che accompagna il fedele dentro gli eventi salvifici, vissuti in modo progressivo e unitario.
Un passaggio significativo della catechesi ha riguardato l’antifona dopo il Vangelo, che racchiude in poche parole il senso profondo della celebrazione: l’Eucaristia come “banchetto mistico”, il contrasto tra il tradimento di Giuda e la fede del buon ladrone, e l’invocazione fiduciosa del credente che chiede di essere accolto nel Regno.
In conclusione, Mons. Barlassina ha invitato a vivere il Giovedì Santo non come un episodio isolato, ma come l’inizio di un cammino che conduce alla Croce e alla luce della Risurrezione. Una celebrazione che, attraverso segni e parole, introduce al mistero dell’amore di Dio, capace di trasformare il tradimento in perdono e la morte in vita.