L’Eucaristia, incontro vivo con il Risorto

La domenica che celebriamo è nella novena di Pentecoste: dopo il mistero dell’Ascensione, celebrato giovedì, ci prepariamo a rivivere il dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Lo facciamo seguendo l’esempio della prima comunità cristiana in preghiera con Maria, nel mese a Lei dedicato.


La Liturgia ci riporta la pagina bellissima di Luca dei discepoli di Emmaus, studiata e commentata da tanti scrittori, oggetto di riflessione anche del Cardinal Martini nella sua Lettera Pastorale ‘Partenza da Emmaus”.


Mi ha colpito l’interpretazione di uno scrittore che in questo brano ha visto la prima Messa e che ci può servire per riscoprire lo stile con cui anche noi dovremmo celebrare l’Eucarestia. 


La Santa Messa è un incontro con Gesù risorto, misterioso come per i due discepoli, ma reale. E’ con noi anche se non lo riconosciamo.


L'incontro è vissuto innanzitutto nella povertà della nostra vita. Come i discepoli, siamo spesso scoraggiati, delusi per preoccupazioni, problemi, peccati. Il Signore ci viene incontro così come siamo e ci fa sentire amati: "Non ardeva il nostro cuore lungo la via?". 


Gesù è contento di fermarsi a mangiare con noi. È un incontro tra amici, non tra estranei e, come cibo, ci dà la sua Persona. Quando ci nutriamo di Lui, i nostri occhi si aprono alla luce, alla gioia, alla speranza, così che, come i discepoli, desideriamo comunicarlo agli altri.


Abbiamo la certezza che Gesù è con noi e, come dice Paolo nella seconda Lettura, non ci perdiamo d’animo anche se il mondo è indifferente e ostile. Lo comunicheremo se la nostra vita è come quella di Gesù, se vivremo le giornate come dono del Padre, con fiducia, speranza, coraggio. 


Chiediamo allo Spirito Santo di farci riscoprire e vivere così ogni Messa, non come adempimento di un precetto, ma come incontro con Gesù risorto che ci dà gioia.


don Alberto