Seguire Cristo con una fede libera, sincera e perseverante.
Nel nostro cammino nella Storia di salvezza, la Liturgia ci presenta oggi Abramo, il capostipite del popolo eletto, il padre nella fede, come ricorderà Gesù nel Vangelo. La fede è il tema delle letture: è il fidarsi di Dio che ci parla, è la risposta a Gesù che chiama, è accettare di seguirlo come le persone che ha incontrato nel suo cammino verso Gerusalemme. A chi incontra, Gesù fa la proposta di seguirlo e pone condizioni precise, che il testo esprime con frasi anche paradossali.
Innanzitutto esige sincerità di intenzioni: Gesù non accetta al suo seguito persone mosse da motivi non veri, da emozioni superficiali o da interessi personali; ricorda, infatti, che "il Figlio dell'uomo non ha neppure dove posare il capo". Il discepolo deve essere libero da tutti i legami, anche naturali, come quelli verso i genitori. Il discepolo certamente deve amare i genitori e saper gustare le gioie che il Signore gli fa incontrare, ma sempre sentendo tutto come dono e non permettendo che diventi ostacolo nel realizzare il disegno del Padre su di lui.
Se ci mettiamo al seguito di Gesù, non dobbiamo poi desistere: "Chi ha messo mano all'aratro e, poi, si volge indietro, non è adatto per il Regno di Dio". Chiediamoci: il mio seguire Gesù è frutto della fede, del sentire che è Lui il senso della mia vita? Sono libero da tutto quanto mi può ostacolare nel fare la volontà del Padre: soldi, interessi, relazioni sbagliate? Sono deciso nel mio camminare secondo il Vangelo o di fronte alle difficoltà abbandono tutto?
Se, nel rispondere, la coscienza ci rimprovera qualcosa, non scoraggiamoci, ma abbandoniamoci fiduciosi a Lui che ci ama e ci accompagna.
Le vacanze, oltre che un periodo di distensione e di riposo, siano per tutti occasione propizia di incontrare il Signore nella natura, nella preghiera, nell'Eucaristia domenicale.