Amare Dio è vivere la sua Parola, oltre ogni confine
Nel racconto della conversione e del battesimo del centurione pagano Cornelio, mi ha sempre colpito l'affermazione di Pietro: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga; è il Signore di tutti". È bello vedere come anche al primo Papa non tutto è subito chiaro, ma si rende conto, poco alla volta, del disegno di Dio che riguarda la salvezza riservata a coloro che amano il Signore. Nel Vangelo Gesù chiarisce che cosa significa amare il Signore: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui". L'amore è disponibilità alla Parola del Signore: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui".
Per incontrarlo, quindi, non è sufficiente andare in chiesa o solo materialmente ricevere la Comunione.
Il segreto è l'amore: ci si incontra veramente quando ci si ama e ci si ama sul serio quando ci si ascolta, ci si fida.
La vita cristiana è rispondere all'amore, è accogliere la Parola, fare spazio all'amore di Dio.
Siamo convinti che il Signore salva tutti, al di là dei nostri schemi, giudizi, steccati? Il primo santo è stato il ladrone crocifisso con Gesù!
Dovremmo poi chiederci se il nostro rapporto con il Signore è un insieme di cose da fare o, invece, essere innamorati di Lui, rimanere con Lui.
Abbiamo tutti bisogno di impostare sempre più profondamente la nostra fede e la nostra vita nella linea dell'amore.
Questo sarà possibile se apriremo il cuore all'Amore di Dio, che è lo Spirito Santo. Ci stiamo avvicinando alla Pentecoste in cui rivivremo la pienezza di questo dono sugli Apostoli e sulla Chiesa: chiediamolo con insistenza, su ciascuno di noi e sulla nostra Comunità.