Vivere nello Spirito per accogliere la salvezza
Le domeniche dopo Pentecoste ci fanno ripercorrere il cammino della Storia della salvezza, caratterizzata sempre dall’amore gratuito e fedele di Dio e dalle debolezze e rifiuto dell’uomo.
Oggi ci viene proposto uno dei primi 11 capitoli della Genesi.
Non è il racconto storico-cronologico dei primi anni dell’Universo, ma è la risposta di Dio alle domande di sempre: perché e da dove viene il mondo? perché il male, il dolore e la morte?
C’è un unico principio creatore, Dio, che non è geloso della felicità dell’uomo, anzi è provvido. Anche nella punizione, Dio è misericordioso, salva l’uomo.
La salvezza riguarda tutti, ma esige di essere accolta, di credere in Lui, di fidarsi del suo amore, come hanno fatto Noè e Lot.
È questo l’insegnamento di Gesù, nelle poche righe del Vangelo di oggi: dobbiamo essere attenti perché non accada anche a noi come al tempo di Noè e Lot, quando il popolo si era dimenticato del Signore e pensava di aver risolto i problemi solo attraverso la soddisfazione dei propri desideri più o meno leciti.
Il distacco da Dio si riflette nell’orgoglio, nell’egoismo, nelle opere della carne, come le descrive Paolo nella seconda Lettura.
Dobbiamo invece, lasciarci guidare dallo Spirito che ci fa riscoprire tutta la vita come dono da condividere.
Chiediamo al Signore di essere attenti, svegli, pensanti; gente che si lascia guidare dallo Spirito anche se spesso ci mette contro corrente con il mondo, certi che solo seguendo le indicazioni del Signore e spendendo la vita donandola, la si realizza.
L’occasione per realizzare tutto questo è l’Eucarestia domenicale, un momento di silenzio, di raccoglimento in cui ascoltiamo la Parola del Signore che ci dà i criteri dello Spirito e in cui riceviamo Gesù che ci dà la forza di vivere secondo il Vangelo.