La domenica, giorno della fede e dell’incontro con il Risorto

Oggi la liturgia ci offre degli spunti su cui riflettere, partendo dal sorgere nella coscienza dei cristiani dell'importanza della domenica come giorno del Signore. Le due apparizioni di Gesù agli apostoli avvengono il primo giorno dopo il sabato. I cristiani, anche se ebrei e quindi legati al sabato, sentono da subito l'urgenza di ricordare ogni settimana il fatto centrale della loro fede e di percepire come giorno del Signore la domenica, giorno della resurrezione di Gesù.

C'è in noi il senso dell'importanza della domenica?

La nostra domenica è veramente il giorno del Signore o semplicemente un giorno di riposo e di svago? Quale posto occupano nella giornata la preghiera e la S. Messa? Ma il tema più sottolineato nella Liturgia di oggi, è quello della fede, partendo dalla figura di Tommaso: che cosa deve credere il cristiano?

È facile oggi credere?

Il Vangelo ci ricorda che è stato scritto

"perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome".

Per essere cristiani dobbiamo credere che Gesù è il Signore della vita e della morte, è il Primo e l'Ultimo, è il Figlio di Dio, il centro della storia. Oggi non è facile credere e i motivi sono, spesso, ancora gli stessi di S. Tommaso. La difficoltà di Tommaso è che l'annuncio della Resurrezione gli è giunto dai suoi confratelli apostoli di cui conosceva debolezze e peccati. È anche una delle difficoltà di oggi: credere in Gesù, presentato dalla Chiesa, fatta da uomini peccatori di cui conosciamo i limiti e i difetti.

La fede ci darà il coraggio di testimoniare il Vangelo, ad ogni costo. 

Pietro al Sinedrio dice: 

"Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi, invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto ed ascoltato".

Chiediamo al Signore di accrescere la nostra fede, che la nostra vita sia testimonianza del Vangelo in cui crediamo.

don Alberto