l’amore di Cristo, senza distinzioni e con una particolare attenzione agli ultimi.
Oggi chiediamo al Signore di aprire la nostra mente per comprendere le Scritture, come ha fatto con gli Apostoli, donandoci lo Spirito Santo che il Padre ha promesso.
Dobbiamo sempre ricordarci che senza questo aiuto la lettura e l'ascolto della Parola è sterile per la nostra vita. È lo Spirito Santo che permette a Pietro “di rendersi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia a qualunque nazione appartenga” (dalla prima lettura).
È lo Spirito Santo che dà la forza a Pietro e a Paolo di annunciare il Vangelo, il cui centro è Cristo crocifisso e risorto.
Pietro riassume tutta la vita di Gesù in poche righe in cui richiama il mistero centrale che è la Pasqua, di cui gli Apostoli sono testimoni:
”Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione del Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno“.
Paolo, a sua volta, ricorda che
”Cristo mi ha mandato ad annunciare il Vangelo: Cristo crocifisso; scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio“.
Questo mandato non riguarda solo gli Apostoli ed i discepoli, ma ciascuno di noi: tutti siamo chiamati ad andare e annunciare l'amore del Padre che ci dona il Figlio, l'amore del Figlio che muore per noi e che -con la sua resurrezione- ci fa creature nuove mediante lo Spirito.
Lo Spirito ci dà la forza di vivere la carica rivoluzionaria del Vangelo.
Proviamo a chiederci se condividiamo queste verità o se per noi sono solo parole.
Verifichiamo se la nostra vita è quella di persone risorte che credono nell'amore del Padre e vivono veramente la fraternità in Cristo, senza distinzioni e steccati, anzi con una preferenza per gli ultimi.