Don Marco Albertoni invita a riscoprire la preghiera del Rosario, la missione della Chiesa e l'affidamento a Maria per la pace, i malati e i più fragili.
Ringraziamo il Signore per i giorni trascorsi di festa patronale dedicata alla Madonna del Rosario, protettrice della nostra città di Desio!
Sentiamoci in questo mese di ottobre vivamente chiamati a riscoprire la dimensione missionaria della Chiesa e la preghiera alla Vergine Maria.
Chiediamoci se nei nostri cuori sono ancora vive le immagini e le parole di Papa Leone XIV in visita apostolica in Francia e in particolar modo al Santuario di Lourdes (o se gli affanni della vita ce li hanno già rubati)!
Mi permetto, perché non venga meno la speranza, di far risuonare alcune di queste parole. Papa Leone ci ha invitati a pregare incessantemente la Vergine Maria invocando il dono della pace su tutti i fronti della nostra vita:
«Il suo sostegno e la sua intercessione non sono secondari per il cristiano che vuole accogliere la grazia della Redenzione ottenuta dal sangue di Gesù e lottare contro il male. Ella è la stella del mare – Stella maris – che ci soccorre nelle tribolazioni».
Questo è il tempo per rivolgerci a lei. Nel sentire razionalista o emotivista di oggi la preghiera del Rosario può apparire noiosa; essa, al contrario, ci mette in contatto con la parte più profonda di noi conducendoci verso un’autentica contemplazione! La Vergine Maria ci è particolarmente vicina nella sofferenza ed il Papa si è concentrato anche sul tema del fine vita:
«So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale».
Lourdes è la città dei malati, ma il messaggio iniziale del 1858 fu un richiamo alla conversione:
«Penitenza! Penitenza! Penitenza! Invitò Bernadette a compiere alcuni gesti. Perché mai? Siamo forse lenti a capire? Ci riteniamo troppo facilmente senza peccato? Non la pratichiamo abbastanza? La Vergine ci chiede di fare penitenza, non solo per noi stessi, che ne abbiamo bisogno, ma anche «per i peccatori», per un mondo che va male. Come potrebbero i nostri cuori non sentirsi interpellati di fronte ai conflitti sempre più diffusi, che distruggono tante vite innocenti?».
Alla Vergine Maria affidiamo specialmente i ragazzi che in questi giorni riceveranno la Santa Cresima e le loro famiglie.
Don Marco Albertoni
© Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.