Amare Dio e il prossimo: lo stile di vita che Gesù affida alla comunità
Nel Vangelo un dottore della legge, per mettere alla prova Gesù, chiede: "Qual è il più grande comandamento?". La domanda rivolta a Gesù è una di quelle che appassionano gli uomini religiosi di ogni tempo. Gesù risponde citando L'Antico Testamento: "Amerai il Signore tuo Dio...Amerai il tuo prossimo come te stesso".
Il prossimo per Gesù non è solo il connazionale o il bisognoso, ma ogni uomo, anche il nemico, perché ogni uomo è amato da Dio, è presenza di Gesù: "Qualunque cosa avete fatto al più piccolo di questi, l'avete fatto a me".
Tuttavia, i due comandamenti sono uno solo. Gesù li mette sullo stesso piano: "Il secondo è simile al primo".
Per Gesù dividerli è impossibile: l'amore verso Dio, che impegna tutta la persona, trova la sua prova nell'amore verso il prossimo. Gesù non minimizza l'amore verso Dio: è per essere fedele a quest'amore che Lui muore in croce, ma proprio in croce dimostra che amare Dio è dare la vita per tutti gli altri, per noi uomini.
Amare gli altri è la prova e la via del nostro amore verso Dio. Gesù va ancora più in fondo: vuole insegnarci non tanto che l'amore è il primo dei comandamenti, ma è lo stile per vivere tutti i comandamenti.
Al legalismo che ci fa sentire a posto per aver osservato delle norme (vedere la seconda lettura), Gesù contrappone un amore senza misura, che non dice mai basta.
Invochiamo lo Spirito Santo, che è l'amore del Padre e del Figlio: se ci lasceremo guidare da Lui, saremo capaci di amare.
Oggi è la festa dell'Oratorio: l'educazione più importante è aiutare i ragazzi a riscoprire e ad accogliere l'amore del Signore e condividerlo con gli altri.
La prima professione di fede (il gesto che compiono i ragazzi di prima superiore) è la testimonianza di questo amore.