Giornata di riflessione per Consiglio Pastorale, Consigli degli oratori e Commissione Affari Economiche, tra cambiamenti, corresponsabilità e apertura al futuro.
“Il tempo presente è l’unico che ci viene dato per riconoscere e affermare la dignità della persona, lottare per la giustizia e vivere una reale fraternità”
Ha esordito con queste parole Mons. Mauro Barlassina sabato 19 settembre, aprendo i lavori della giornata di riflessione alla quale sono stati invitati i membri del Consiglio Pastorale, dei Consigli degli oratori e della Commissione Affari Economici della Comunità Pastorale di Desio.
Nella cornice della casa del ‘Piccolo gruppo di Cristo’, in via San Pietro, si è snodata una giornata di analisi e confronto, a partire dalle parole di Don Mauro, che ha impostato il proprio intervento introduttivo riferendosi a una pagina del libro dell’Esodo: il popolo di Israele, ormai libero dalla schiavitù dell’Egitto, vive un tempo d prova drammatico descritto dall’autore sacro con la simbologia del deserto, “inteso come luogo aspro dove si sperimentano paure e ansie”.
Il responsabile della Comunità pastorale cittadina ha riletto questo brano sottolineando in particolare tre aspetti.
Il primo.
“Viviamo in un tempo caratterizzato da potenzialità straordinarie ma di altrettante lamentele” – da detto -. Sembra prevalere il lamento, anche nella Chiesa. Ma è necessario interrogarci su come stiamo affrontando i cambiamenti”.
Il secondo. Citando la ‘Magnificat Humanitas’ di Papa Leone, Don Mauro ha richiamato la necessità della “responsabilità”: “Il popolo vuole la libertà, vuole godere i frutti della terra promessa, ma senza attraversare il deserto”.
Il terzo ed ultimo aspetto riguarda la “promessa”, ovvero la risposta di Dio al proprio popolo: “Ci sentiamo un popolo oppure continuiamo a camminare costantemente come singoli?” – ha continuato Mons. Barlassina, che si è rivolto ai presenti con un richiamo forte e accorato, quello di una guida che ha a cuore il proprio gregge e lavora ogni giorno per accompagnarlo sulla “via”.
La figura della “strada” è stata evocata da Don Mauro, citando un brano di meditazione di Ermes Ronchi: “La strada è l’aula scolastica”. Proprio pensando ad una Chiesa locale che “non ama i paletti, ama gli orizzonti, ama le porte aperte”, Don Mauro ha indicato alcune priorità “per una vita evangelica capace di assumere responsabilità in ordine all’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo”.
Secondo il Prevosto, occorre dapprima saper custodire e condividere il “tesoro prezioso dell’esperienza credente”, senza far prevalere il lamento e la fatica. Con questo atteggiamento di gioia serve comunicare “la presenza di Cristo Risorto che si fa dono quotidianamente nell’Eucarestia”, alimentandosi alla quale “si può sperimentare come la fiducia nell’opera di Dio è via percorribile per affrontare anche l’aridità del deserto”, ritrovando la capacità di riaccendere “sogni e visioni”, come ha detto Papa Leone di recente al Meeting di Rimini. Nasce da qui l’”impegno incarnato e appassionato per collaborare a migliorare il mondo impaurito e per certi versi rassegnato”, a partire da una corresponsabilità nei luoghi della comunità.
La traccia di riflessione offerta da Mons. Barlassina è stata sviluppata in lavori a gruppi e in momenti di restituzione e condivisione.
Del resto, la Comunità Pastorale desiana sta vivendo una fase di intensa analisi e di ripensamento, avviata già da tempo: questa nuova tappa stimola ancora di più tutta la comunità ad accelerare il cammino, nella consapevolezza - usando le parole di Papa Leone - che “ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità della persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile”.