Gesù è il pane della vita: cercarlo significa aprirsi alla sua Parola e lasciarsi salvare.
Il brano di Vangelo segue immediatamente il racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani. Il popolo, sfamato dal pane miracoloso, ricerca Gesù a Cafarnao, dove si era portato con i suoi apostoli.
Alla folla Gesù cerca di fare capire che la sua missione non è quella di assicurare il pane materiale, gratuitamente, con un miracolo per certi aspetti simile a quello operato da Dio con la manna nel deserto, ma di donare il pane del cielo.
È Gesù stesso questo pane di vita. Alla domanda "Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?", Gesù risponde: "Che crediate in colui che egli ha mandato"
Il salmo responsoriale recita: "Siamo divenuti come una cosa impura e come panno immondo. Siamo avvizziti come foglie.
Ma tu Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma. Tutti noi siamo opera delle tue mani, siamo tuo popolo. Vieni a salvare il tuo popolo".
La seconda Lettura ci ricorda che Gesù realizza pienamente tutto il Primo Testamento: è il nuovo sacerdote e la nuova vittima, il tempio in cui si attua la salvezza.
Queste possono sembrare parole, teorie, se non ci mettiamo in ascolto del Signore, verificando quanto la Parola di Dio ha risonanza nel nostro cuore.
Proviamo a chiederci: siamo alla ricerca del Signore, per un incontro sempre più intimo e profondo o pensiamo che non abbiano più nulla da scoprire e da vivere nel nostro rapporto con Dio?
Lo cerchiamo per avere la sua benedizione, una vita senza problemi o perché scopriamo in Lui chi può dare senso alla nostra vita e alla storia?
Ci sentiamo, come dice Isaia, poveri incapaci peccatori o riteniamo di essere a posto, per bene?
Abbiamo qualcosa da cambiare e da farci perdonare?
Ripetiamo in questi giorni il Salmo responsoriale "Vieni o Signore a salvare il tuo popolo" e fa che il nostro cuore ti accolga e si lasci salvare.