Chi è Gesù per me? La scelta di seguirlo sulla via della croce verso la vita

La pagina del Vangelo di questa domenica è molto importante nella struttura di Luca: fa da spartiacque tra la prima parte (in cui Gesù si manifesta alle folle) e la seconda, che è il lungo viaggio a Gerusalemme, dove si compirà la Pasqua. 


Questo brano pare che dica che è finito il tempo di ascoltare e di vedere e che si deve fare la scelta di seguire o rifiutare Gesù. È Gesù stesso che domanda: «Chi sono io per voi?», indicando le condizioni per seguirlo.


Chi è Gesù per me? Immaginiamo la domanda rivolta a noi e tentiamo di rispondere.


Se Gesù è quello che dovrebbe essere nella vita del cristiano, è difficile da definire.


È come chiedere a un bambino chi è la mamma: saprà dire il nome, ma non chi è e che cosa rappresenta, perché per lui è tutto.


Così è Gesù: amico, confidente, aiuto, norma di vita, modello, cibo. È tutto! Dire che Gesù è tutto può essere una risposta generica.


Anche Gesù non si accontenta della risposta di Pietro:

«Tu sei il Cristo»

e subito spiega:

«Se qualcuno vuole venire dietro me, deve rinnegare se stesso e prendere la propria croce ogni giorno.»


È necessario capire bene il messaggio di Gesù. Dobbiamo, innanzitutto, camminare con Lui: è Lui la guida, è il Cireneo nei momenti difficili.


Inevitabile anche per noi portare la croce che ci viene richiesta per essere coerenti al Vangelo, ma che è strumento di salvezza.


Certo la croce più grossa è quella di rinnegare noi stessi, cioè mettere da parte i nostri progetti per assumere quelli di Gesù.


Il termine del cammino non è la croce o il sepolcro, ma la risurrezione e la vita nuova. Il cristiano non è un condannato a morte, ma un destinato alla vita senza fine.


Chiediamo al Signore che questo nuovo anno pastorale sia l'occasione per conoscerlo meglio, così da rispondere più consapevolmente alla domanda “chi è per me Gesù?”.


don Alberto