La vocazione è la chiamata che Dio rivolge a ogni persona, affidando a ciascuno una missione da vivere con fiducia e generosità.
Il tema di questa domenica è la vocazione, la chiamata di Dio. Tutte e tre le Letture ci parlano di questo.
La vocazione non è esclusiva dei sacerdoti e religiosi/e, ma di ogni persona che è chiamata alla vita dal Signore: Lui ha un progetto su ciascuno, chiama tutti, un chierichetto (Samuele), un persecutore (Paolo), membri di una piccola impresa di pesca (gli Apostoli). Chiama in forme diverse: nel sogno (Samuele), in modo violento sulla strada di Damasco (Paolo), sulla riva durante il lavoro (gli Apostoli).
Interpella sempre in forma gratuita, non per meriti personali o per compiti che superano le forze e ai quali ci si sente inadatti; la chiamata esige fiducia e disponibilità.
Eccomi, risponde Samuele. Che devo fare?, chiede Paolo. Gli Apostoli subito seguono Gesù. Sono chiamati ad andare e a parlare a suo nome: Samuele al sacerdote Eli e poi a tutto il popolo, come giudice (uno dei più grandi); Paolo ad annunciare il Vangelo ai pagani e agli Ebrei; gli Apostoli al mondo intero.
Anche noi siamo chiamati, non siamo al mondo per sbaglio o solo per volontà dei nostri genitori.
Il Signore ci ha chiamato e ci chiama ogni giorno alla vita, ci ha affidato un compito che ci supera, che esprime la stima di Dio per noi.
Per svolgere questi compiti ci ha dato dei doni: sta a noi cercare di scoprirli e aiutare i nostri figli, le persone che ci sono state affidate a fare altrettanto, attraverso la preghiera e con lo studio delle nostre doti ed inclinazioni.
Proviamo allora a ringraziare il Signore della chiamata alla vita e della fiducia che ha avuto in noi affidandoci il compito di coniugi, genitori, consacrati.
Stiamo attenti alla chiamata quotidiana del Signore con una preghiera meno formale e più filiale, con un atto concreto di carità e un gesto di riconciliazione e di perdono.