Un invito a leggere l’Enciclica Magnifica Humanitas come riflessione personale sull’intelligenza artificiale, il pensiero e la responsabilità umana.

Gli inviti alla lettura della prima Enciclica di Papa Leone XIV si moltiplicano.

Perché il tema trattato nel testo e l'uso dell'intelligenza artificiale riguarda tutti, anche chi per ora si limita a stare alla finestra ad osservare, chi è convinto di non capirne granché sull'argomento, chi preferisce attendere e vederne gli sviluppi futuri. La lettura di Magnifica Humanitas potrebbe essere un proposito per il periodo estivo, seguendo tra gli altri i suggerimenti di don Luca Peyron, teologo e giurista, esperto di etica legata all'intelligenza artificiale (IA), intervenuto recentemente su Famiglia Cristiana: 

«Leggetela piano piano, saltando magari quanto capiamo meno, stando di più su quello che capiamo meglio, che parla di noi», suggerisce. La Magnifica Humanitas, dunque, parla di noi. Non di chissà quale entità astratta. Parla dell'uomo e della donna che vivono vite normali, colme di fatiche e impreziosite da gioie. Uomini e donne che, come noi, incontrano, lavorano, camminano, si fermano. 

E parla a noi, l'Enciclica 

«Il Papa ha scritto a te, non solo a qualche specialista, ai vescovi, preti e suore o ingegneri» 

scrive ancora don Peyron e spiega il perché: 

«Perché ha fiducia che tu possa capire e avendo capito, agire nel tuo mondo, con le tue responsabilità. Accontentarsi di un riassunto, evitare la fatica di pensare delegando ad altri è proprio la prima tentazione che Papa Leone denuncia».

È quanto capita troppo spesso: delegare, nel dubbio di non capire, di non sapere, di non conoscere, di non essere all'altezza, di non avere tempo e voglia di approfondire.

«Il mio invito - insiste don Luca Peyron - è a non cedere. L'essere umano costruisce tecnologia da sempre per risparmiare fatica o fare ciò che non sa fare da solo. L'intelligenza artificiale usata da tutti noi continua questa promessa, però in un campo minato, quello del pensare. Il pensare è la nostra fatica più significativa ed è anche quella che ci rende umani, che fa la differenza tra noi e tutti i viventi. Che cos'è l'amore, la vita, il senso delle nostre giornate, se non un pensare: il ricordo di un bel momento, la fantasia di un tempo che verrà, la nostalgia di un'epoca conclusa sono pensiero. Ascoltare musica, leggere un libro, seguire un film, i giochi dei figli e dei nipoti. La macchina può sostituirci -conclude- anche se in modo più mediocre di quel che sembra. Ma può essere anche un alleato per pensare di più e meglio».

L'intelligenza artificiale possa quindi essere un aiuto per tutti. Un aiuto portatore di pace, come auspica Papa Leone.

Intanto noi proviamo a cimentarci nella lettura.