All'Oratorio San Giorgio un'occasione di accoglienza e dialogo
In occasione della giornata mondiale del rifugiato, venerdì 26 giugno presso l’Oratorio San Giorgio di Desio alle ore 19 prenderà il via un torneo di calcio a quattro squadre “Fai un goal per l’inclusione” a cui partecipano, oltre a una squadra del gruppo sportivo S. Giorgio, anche due squadre composte da giovani rifugiati politici provenienti da diversi paesi del mondo.
L'iniziativa è promossa dal comune di Desio, dal Consorzio Comunità Brianza e da altre associazioni del territorio nell'ambito del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) che anche a Desio garantisce assistenza e supporto a chi è fuggito dal proprio paese, ha ottenuto in Italia lo status di rifugiato e un regolare permesso di soggiorno e che spera di iniziare un nuovo e più dignitoso percorso di vita per sé e i propri famigliari.
Il progetto SAI ha già in questo mese organizzato a Desio altri momenti culturali, con testimonianze, musica e convivialità: lo scopo è quello di favorire momenti di conoscenza e dialogo, per guardare le persone oltre le etichette, le diffidenze e le semplificazioni che spesso accompagnano il tema delle migrazioni.
La scelta di organizzare il torneo Fai un goal per l'inclusione presso l'Oratorio San Giorgio ha un preciso significato educativo che vuole valorizzare un quartiere multiculturale, ricco di risorse e diversità, contribuendo a renderlo protagonista e non semplice spettatore della vita cittadina.
Proprio per questo il progetto Sai ha scelto di portare qui un momento pubblico e partecipato : l'inclusione, infatti, non si costruisce solo attraverso servizi e percorsi burocratici, ma soprattutto con relazioni che si sperimentano nei luoghi in cui le persone vivono ogni giorno.
E' importante allora che l'evento sia vissuto e partecipato dalla comunità intera: parlare di rifugio significa parlare di diritti e di dignità e di come questi si realizzano in una comunità. Le persone rifugiate non sono “altro” rispetto ai territori in cui vivono: sono parte delle nostre città, delle scuole, dei luoghi di lavoro, delle reti sociali che costruiamo ogni giorno.
Lo sport diventa così uno strumento semplice ma potente per favorire la condivisione di un obiettivo comune in cui si creano legami e si superano pregiudizi. Una comunità inclusiva può formarsi solo grazie alla possibilità concreta di riconoscersi e sentirsi parte dello stesso territorio. Il torneo vuole essere proprio questo: un'occasione di sport, festa e partecipazione capace di unire persone, storie e culture diverse, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e di comunità.