Lo Spirito Santo guida i credenti alla pace, alla fede e alla comprensione della Parola di Gesù.
Ci stiamo avvicinando alla Pentecoste e i riferimenti al dono dello Spirito Santo sono sempre più frequenti nella Liturgia.
Pietro, persona semplice e senza istruzione, colmato di Spirito Santo predica con coraggio:
"Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha resuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato".
Gesù nel Vangelo ci ricorda che
"il Paraclito , lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto".
Gesù invita i discepoli a non turbarsi, a non aver paura se di lì a poco li lascerà, tradito da Giuda, catturato, processato e ucciso, perché ritornerà tra loro. Noi sappiamo che Gesù ha mantenuto la sua parola: è risorto, sarà ancora tra suoi amici che ormai non ci speravano più e che faticavano a riconoscerlo.
Partecipare all'Eucaristia è un segno della nostra fede nella parola di Gesù: crediamo che, quando compiamo il gesto che egli ci ha comandato di ripetere, Gesù risorto è con noi.
Gesù sa che non è facile capire la sua Parola e metterla in pratica. Ecco perché, proprio nel Vangelo di oggi, affida allo Spirito Santo il compito di spiegarci il suo pensiero e di aiutarci a viverlo: "Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò".
È lo Spirito Santo, invocato dal sacerdote sul pane e sul vino, che li rende Corpo e Sangue di Cristo.
Dobbiamo avere una grande devozione allo Spirito Santo e invocarlo spesso nella nostra vita.
Quando lo si incontra veramente, il Signore ci dona la pace, la gioia di sentirci amati, la serenità di essere nelle sue mani, la capacità di perdono che è premessa per la pace vera. Ringraziamo il Signore di essere rimasto tra noi e chiediamogli il dono dello Spirito Santo perché ci aiuti a capire la sua volontà e ci dia la forza di realizzarla, per essere, con Lui, strumenti di pace.