Gesù, Pastore che guida con amore e servizio
La Liturgia di oggi ci presenta Gesù come buon pastore. È un'immagine familiare nella Bibbia e, quindi, per Gesù: nell'Antico Testamento Dio si manifesta spesso come il Pastore di Israele e pastori sono chiamate le persone che Dio mette a guida del suo popolo. Dio è il pastore, la guida, il punto di riferimento, l'autorità. Un'autorità che vive con il suo popolo, cammina con lui, condividendo difficoltà e sofferenze.
Gesù si attribuisce questo titolo, specificando di essere un vero pastore, non un mercenario: un pastore che conosce a una a una le sue pecore, le chiama per nome ed esse conoscono la sua voce. Un pastore che ricerca chi si smarrisce, pronto a dare la vita per le sue pecore.
Che bello se sentissimo sempre così il Signore, non solo come il Creatore che ci ha dato la vita e il giudice che ci dà un premio o un castigo alla fine, ma veramente l'Emmanuele, il Dio con noi che ci ama uno a uno e provvede alla nostra vita, si fa cibo per noi.
Come genitori dobbiamo essere pastori: non possiamo rinunciare alla nostra autorità, ma ricordarci che essa è un servizio, è un camminare con i figli perché non inciampino.
Dalle Letture ci vengono poi dei suggerimenti preziosi per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra oggi.
La prima Lettura ci presenta la scelta dei Diaconi da parte degli Apostoli, mentre la seconda ci parla dell'annuncio di salvezza, come premessa all'atto di fede che salva: come non vedere in questo un richiamo esplicito ai missionari?
L'immagine del Pastore, attribuita spesso ai Vescovi e ai sacerdoti, ci invita a pregare per loro perché siano guide sagge, perché non vengano mai meno nella Chiesa giovani che accettano la chiamata a questo compito, perché sorgano vocazioni di totale consacrazione (sacerdoti, diaconi, religiose) anche nella nostra comunità.