Dall’acqua viva alla missione del cuore.

La Liturgia oggi è un pasto abbondante della Parola di Dio. La prima Lettura ci riporta le 10 parole di vita, il Decalogo, la legge della prima alleanza che Gesù è venuto a portare a compimento.


La seconda Lettura propone la preghiera di Paolo «affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui». La Quaresima è il tempo ideale per lasciarci illuminare e riscoprire il senso vero della vita.


Ma certamente nella liturgia domina il Vangelo, col brano dell'incontro di Gesù con la Samaritana. Nell'episodio si rivela il senso della vita cristiana, che ha inizio dall'acqua viva, dal dono dello Spirito nel Battesimo. Il cristiano è colui che, come la Samaritana, incontra il Signore attraverso un Suo dono gratuito: è Lui che aspetta al pozzo, bisognoso di un po' di acqua.


Quando incontriamo veramente Gesù, siamo affascinati e disturbati dalla sua persona: ha interesse per noi, ci ama, sentiamo che è la verità, ma nello stesso tempo ci dà fastidio, ci mette in crisi. Ci obbliga a rientrare in noi stessi, a prendere atto del peccato che è in noi, non per angosciarci, ma per farci uscire da quella situazione.


Ma non è facile rientrare in se stessi, riconoscere i propri sbagli. Anche la Samaritana cerca di sviare il discorso, ma Gesù insiste, le apre il cuore e la salva, anzi la rende missionaria.


La donna lascia la sua brocca per annunciare Gesù agli altri. Allora chiediamoci: la nostra preghiera, l'ascolto della Parola, la Messa è un vero incontro con il Signore?


Ci lasciamo interrogare seriamente dalla Parola? Crediamo che il Signore può cambiarci?


Siamo forse attaccati alla brocca dei nostri interessi personali e questo ci impedisce di essere missionari?


Chiediamo anche noi al Signore l'acqua viva della sua Parola, che rinnovi il nostro cuore e lo renda missionario.


don Alberto