Rivedi la meditazione del quarto incontro degli esercizi spirituali

Partendo dal brano degli Atti degli Apostoli (At 4,36–5,11), che racconta la vicenda di Anania e Saffira, la meditazione invita a riconoscere quei limiti interiori che possono rendere opaca la testimonianza cristiana e spegnere la gioia dell’annuncio evangelico. L’episodio non viene presentato come semplice racconto di colpa e punizione, ma come rivelazione profonda del rapporto tra verità, fiducia e sequela di Cristo.


Il limite del calcolo

La figura di Anania rappresenta un credente apparentemente generoso, ma incapace di affidarsi totalmente a Dio. Il suo errore nasce dal calcolo: desidera fare il bene senza però consegnarsi pienamente. La paura di perdere sicurezza — nei beni, nel tempo o nelle proprie certezze — diventa così il primo ostacolo alla libertà evangelica.


La meditazione richiama le parole di Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, dove viene descritto il rischio di una fede vissuta come appendice della vita, segnata da individualismo e perdita di fervore missionario.


Il limite della mormorazione

Un secondo ostacolo emerge nella vita comunitaria: il malcontento e la lamentela continua. La mormorazione divide, indebolisce la comunione e rende meno credibile l’annuncio del Vangelo. Quando prevalgono giudizi, confronti e rivalità, la comunità perde la sua forza testimoniale e fatica ad accogliere chi è in ricerca di senso.


Il limite dell’invidia

Il terzo limite è l’invidia, una dinamica spesso sottile ma profondamente distruttiva. Essa si manifesta quando non si riesce a gioire del bene compiuto dagli altri o quando si sente il bisogno di affermare sé stessi a discapito della comunione. La meditazione invita invece a riscoprire la fraternità come segno luminoso della presenza di Cristo.


Un cammino di conversione

La riflessione si conclude con alcune domande per l’esame di coscienza personale e comunitario:

  • Quando il calcolo prende il posto della fiducia in Dio?
  • In quali situazioni la mormorazione spegne la gioia del Vangelo?
  • Dove emerge l’invidia nelle nostre relazioni?


La risposta non nasce dallo sforzo umano, ma dalla speranza cristiana: Cristo risorto continua ad agire nella storia e accompagna la Chiesa nel suo cammino.

Questa meditazione diventa così un invito concreto a riscoprire la misericordia di Dio, a rinnovare la comunione fraterna e a lasciarsi restituire la gioia dell’evangelizzazione.


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