La prima meditazione degli Esercizi spirituali alla luce dell’incontro di Emmaus
La settimana degli Esercizi spirituali si apre con una domanda profonda: che cosa voglio davvero dalla vita? Un interrogativo che nasce spesso da una sensazione di smarrimento o di ritardo rispetto alle proprie attese e che trova eco nel cammino dei discepoli di Emmaus.
I due discepoli sono persone che hanno conosciuto Gesù da vicino, ma ora camminano segnati dalla delusione e dalla tristezza. Parlano del passato senza riuscire a riconoscere una speranza nel presente. In questa fatica esistenziale possiamo riconoscere molte esperienze di oggi, quando la fede rischia di diventare solo ricordo.
Il Risorto si avvicina con discrezione: cammina accanto a loro, ascolta e pone domande. Non si impone, ma accompagna il loro smarrimento aiutandoli a rileggere gli eventi alla luce della Parola. Solo nello spezzare del pane i loro occhi si aprono e il cuore torna ad ardere.
La meditazione invita così a lasciarsi attrarre nuovamente da Cristo vivo, riscoprendo la gioia dell’incontro che trasforma la delusione in testimonianza. Restano alcune domande decisive per il cammino personale: sono consapevole della presenza del Risorto nella mia vita? Da dove nascono le tristezze e le lamentele che spengono la gioia della fede?
L’inizio degli Esercizi diventa allora un tempo per fermarsi, ascoltare e riconoscere Gesù che continua a camminare accanto a noi.