La gioia di Dio che perdona e invita tutti a condividere la misericordia

Il capitolo 15 di Luca da cui è tolto il brano di questa domenica può essere definito il cuore del Vangelo. Se Luca è il cantore della misericordia di Dio, questo capitolo è il canto più bello: è stato definito il Vangelo nel Vangelo.


Nei diari dei convertiti si nota che spesso questa pagina è quella che più li ha impressionati. E' un capolavoro: chi la legge per la prima volta, scopre quanto sia rivoluzionaria per il nostro modo di pensare.


Quale padre concede al figlio l'eredità prima della morte e, poi, quando questi ha sperperato tutto in una vita dissoluta, lo riaccoglie senza nessun rimprovero, anzi con una grande festa?


Gesù, che è la Parola che rivela Dio, ci mostra un Dio fuori dai nostri schemi.


Quali sono gli elementi più in vista di questa parabola?


Innanzitutto la gioia smisurata del protagonista. Una gioia esagerata, che ci lascia a bocca aperta. Dio che gode del ritorno del peccatore: Dio è contento di perdonare. S. Ambrogio dice, nel commento sulla creazione: "Nel perdono Dio rivela la caratteristica più profonda della sua natura che è amore fedele, gratuito e totale".


Gioia che deve essere condivisa: tutti devono gioire, rallegrarsi: per questo la nota più stridente e più stonata è il comportamento del fratello maggiore che non sa e non vuole partecipare a questa gioia, anzi ne prova fastidio.


Quale concetto di Dio abbiamo? Il nostro Dio è un Dio misericordioso, buono, felice nel perdonare, oppure un Dio ragioniere, castigamatti?


Quando ci confessiamo siamo certi di incontrare un Padre che ci ama e, quindi, il sentimento fondamentale è la gratitudine? Dovremmo ripetere, spesso, con il Salmo responsoriale, "Il Signore è buono e grande nell'amore".


Ci sentiamo come il figlio maggiore o il prodigo?


La tentazione di sentirsi tra i puri, tra quelli a posto, è di sempre: la malattia dei farisei può colpire chiunque.


Oggi è la domenica del perdono: chiediamo al Signore di credere nel suo amore che perdona sempre e di renderci capaci, a nostra volta, di perdonare.


don Alberto