Trent’anni di parole che uniscono e costruiscono comunità
La Scuola di italiano per stranieri (SIS) Il Centro compie 30 anni, un traguardo importante che -come precisa il volantino predisposto per l'occasione- porta con sé incontri, parole condivise e di accoglienza quotidiana. Volti, storie, sorrisi, dolori, difficoltà, gioie. I responsabili della Scuola hanno approntato un programma di festa, di memoria e di riflessioni aperto a tutta la cittadinanza.
Un primo momento è programmato per sabato 28 febbraio., alle 16, presso la sala Castelli del Centro di via Conciliazione 15. L'accoglienza comincia dallo sguardo. Le scuole di italiano come ponte verso l'integrazione è l'argomento trattato da Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia delle migrazioni all'Università degli Studi di Milano. Introduce e modera Paola Carzaniga, presidente della SIS.
Il secondo momento è la vera e propria festa di compleanno. Si terrà domenica 12 aprile presso l'oratorio BVI di via Grandi 32. Per l'occasione verrà presentata la pubblicazione '30 anni di parole che uniscono. Testimonianze sulla Scuola di italiano per stranieri Il Centro Desio (1996 - 2026)', verrà inaugurata una mostra fotografica e video 'Sguardi dal mondo - I volti della SIS', sarà presentata la targa in memoria dei volontari scomparsi, saranno proposti canti dal mondo a cura dell'Ensemble vocale Corclerù e verrà servita una merenda solidale per tutti.
Il terzo momento è in calendario per sabato 6 giugno, alle 17, in piazza Conciliazione. Sarà l'incontro interreligioso denominato 'Parole che uniscono: condivisione e dialogo tra culture e fedi, nel segno del rispetto, dell'ascolto e della pace'
Tutti gli eventi sono aperti alla cittadinanza intera.
I volontari della Scuola, che ha sede a Il Centro, con entrata da via Portichetto 19 (tel. 338-6086679 - mail scuola.italiano.desio@gmail.com), ripercorrono qui di seguito e condividono la loro storia, il loro cammino trentennale.
“Accogliere, proteggere, integrare, promuovere” si legge negli Orientamenti sulla pastorale migratoria interculturale del 3 marzo 2022, voluti da papa Francesco per far crescere una cultura dell’incontro.
Accogliere, proteggere, integrare e promuovere gli stranieri, sin dal 1995, è stato il desiderio dei volontari ispirati dal versetto evangelico di Matteo 25, 35 “Ero forestiero e mi avete accolto”.
La Scuola di Lingua Italiana per stranieri - Il Centro - Desio è nata come risposta propositiva all’azione dell’amministrazione comunale di allora di voler perseguire a termini di legge chi fosse stato “sorpreso a mendicare, a esercitare commercio senza titolo, a dimorare in strutture precarie e igienicamente non idonee”.
Il progetto è scaturito dal coraggio di andare controcorrente per difendere l’umanità che c’è in noi tramite l’alfabetizzazione e la conoscenza della lingua, perché, come ci ha insegnato don Lorenzo Milani, “la lingua è la chiave per la dignità, la libertà e la partecipazione alla vita sociale. È la lingua che fa uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui”.
Questo sogno diventato realtà, che è nato dal basso, ha coinvolto e coinvolge centinaia di volontari, facendo emergere la grande generosità dei desiani e dimostrando che dal male si può far scaturire il bene.
Ricordo con commozione l’appoggio immediato e incondizionato alla “Scuola di Italiano per Stranieri” della Chiesa, nelle persone di don Gianluigi Frova e di monsignor Piero Galli. In seguito, tutti i prevosti che si sono succeduti: monsignor Elio Burlon, monsignor Gianni Cesena e monsignor Mauro Barlassina, nonché tutti i sacerdoti della parrocchia SS Siro e Materno hanno condiviso il progetto come uno dei volti della Chiesa attenta ai bisogni degli ultimi.
Con stupore e gioia continuo a constatare che tantissimi volontari mettono il loro tempo e le loro competenze al servizio di bambini, adolescenti, donne e uomini stranieri realizzando una cittadinanza democratica e solidale attiva e costruendo un patrimonio culturale condiviso fatto di umanità e di responsabilità che migliora il presente e costruisce il futuro.
È meraviglioso l’apporto di competenze che nel corso di questi trent’anni ha contribuito a migliorare la SIS come offerta formativa, come istituzione, come nodo di una rete di enti che, con sinergia, collaborano alla promozione umana, consapevoli di rendere la società più armonica.
In questa umile scuola, con il gratuito e ricco dono della cultura e del proprio tempo, si incontrano volti, occhi, mani, persone, lingue, vissuti, problemi, soluzioni, sogni, mondi, culture e religioni, si coltivano conoscenza, speranza, rispetto, attenzione all’altro, gentilezza, condivisione e amicizie. Lo stile accogliente, rispettoso, rassicurante e inclusivo di questi contatti rende migliori tutte le persone coinvolte.
Un immenso grazie ai volontari, ai sostenitori e ai simpatizzanti che per trent’anni hanno reso possibile tutto ciò e agli stranieri di buona volontà che contribuiscono all’arricchimento culturale, umano ed economico di Desio.
Il mio auspicio, in una realtà sociale in cui il disvalore dell'intolleranza è sempre in agguato, è che, anche con l' adesione di nuovi volontari, la SIS continui a crescere in competenza e umanità, come presidio di civiltà cristiana e laica.