La famiglia, primo mattone della Chiesa

Questo motto scelto dalla nostra Diocesi per la Festa della Famiglia è esplicitato da un sottotitolo: la vita quotidiana delle famiglie costruisce la Chiesa.


Proprio per evidenziare questo costruire, durante le celebrazioni di questa Festa della Famiglia verranno distribuiti dei portachiavi a forma di mattoncino Lego.


La famiglia è la prima cellula, per restare in tema edilizio, è il primo mattone della Chiesa. È infatti nella famiglia, particolarmente nella famiglia cristiana, che solitamente matura la decisione di far battezzare i figli,  impegnandosi a educarli alla fede. È qui che si imparano le prime preghiere e che si dovrebbe acquisire, per imitazione, uno stile di vita il più possibile conforme al Vangelo. La famiglia si può così configurare come vera e propria Chiesa domestica, che vive il Vangelo al suo interno e assume il compito di testimoniarlo all’esterno.


All’interno di questo discorso più ampio, si colloca la famiglia come scuola di pratica sinodale.


Abbiamo imparato in questi anni, soprattutto su sollecitazione di Papa Francesco, che sinodalità significa camminare insieme.


Per la famiglia, come per la Chiesa tutta, il primo ingrediente per questo camminare insieme è la presenza costante dello Spirito Santo. Tante volte ce ne dimentichiamo nelle nostre vite frenetiche.


Dovremmo imparare a fermarci più spesso e a invocare il suo aiuto, anche in famiglia.


Quando si devono prendere decisioni di un certo rilievo, quando si attraversano momenti di difficoltà o anche di aperta crisi, sia tra coniugi sia nel rapporto con i figli, proviamo a metterci in ascolto dello Spirito e invochiamo il suo aiuto, il suo consiglio.


Posto questo primo ingrediente, vengono gli altri, non meno importanti: l’ascolto, il dialogo e l’accoglienza reciproca nel rispetto delle diversità. Se ci pensiamo bene sono tutti elementi che nella famiglia devono esserci e che, anche senza teorizzarli, vengono esercitati. Proprio per questo la famiglia è una scuola di pratica sinodale.


A ben pensarci sono gli elementi su cui si regge la famiglia e, di conseguenza, possono diventare le cause del crollo della famiglia: se manca l’ascolto vero il dialogo si inceppa e l’accoglienza diventa impossibile.


È allora importante avere cura di questo ascolto, che non è solo il sentire con le orecchie le parole del marito, della moglie, dei genitori, dei figli, dei fratelli, ma significa dedicargli il proprio tempo, aprirgli la propria mente e il proprio cuore, cercare di capire il suo punto di vista.


Preghiamo la Santa Famiglia di Nazareth perché ci sostenga nel nostro cammino di famiglie e perché doni forza e conforto a tutte le famiglie che stanno attraversando momenti di difficoltà.


diacono Marco Vergani