Chierichetti: piccoli servitori, grandi testimoni

Sono un tesoro nelle nostre celebrazioni, li vediamo sull’altare con le loro vesti bianche, seri, impegnati, senza paura di farsi vedere dai fedeli a Messa, consapevoli di essere a servizio di un mistero più grande di loro, nonostante la loro età. Sono i nostri chierichetti, piccoli e grandi, che ogni domenica riempiono il presbiterio delle chiese con la loro presenza e il loro servizio.


Che cosa li rende così pronti e disponibili? Qual è il motivo che trovano per essere lì a servizio dell’altare, rinunciando magari a un’ora di gioco o di svago con gli amici?


Nel mese di novembre la Comunità Pastorale ha organizzato quello che ormai ogni anno chiamiamo “mini corso chierichetto”. Bambini e ragazzi dagli 8 anni in su che vogliono esserci, vogliono provare quella gioia e quella soddisfazione di non essere spettatori della liturgia, ma protagonisti accanto ai sacerdoti. Tre incontri in tre domeniche consecutive tenuti nella chiesa dei Ss Pietro e Paolo e guidati da don Marco Albertoni, in cui i ragazzi cominciano a prendere confidenza con gli oggetti sacri, con le vesti liturgiche, con i libri sacri e i movimenti sull’altare. Prima che il corso iniziasse, i più “veterani” si sono presentati in ogni parrocchia a rendere la testimonianza e invitare i più piccoli a iniziare il cammino di preparazione. Qualcuno alla domanda “cosa c’è di bello nel fare il chierichetto?” risponde “perché così posso stare più vicino a Gesù”. Una risposta che forse non ci si aspetta da un ragazzo di 10 anni, eppure loro sentono questa vicinanza particolare, sentono che è bello mettersi a servizio, sentono che è bello sapersi parte di una liturgia piena di regole e di rituali, a cui non si sottraggono ma anzi la vivono in pienezza.


Nel mese di novembre, poi, i chierichetti hanno vissuto un momento di ritiro in avvento, su cui sono stati invitati a meditare sul mistero della nascita di Gesù, commentando il brano di Luca e lasciandosi guidare da ciò che il Natale dice ai loro piccoli cuori.


Dal 8 dicembre, poi, in ogni parrocchia si è vissuto il momento della “vestizione”, in cui ai chierichetti che hanno partecipato al piccolo corso, viene consegnata la veste bianca che indossano subito, prendendo posto per la prima volta sull’altare. Non è un sacramento, non è un rito fondamentale nella vita di un cristiano, eppure loro lo sentono con tutte le loro emozioni. Da oggi siete chierichetti, siete a servizio di Gesù e dei Suoi sacerdoti.


E non si tirano indietro quando vengono chiamati ad alcuni appuntamenti extra, come le processioni del Ss Crocifisso o del Corpus Domini, o nelle celebrazioni del Triduo Pasquale che si susseguono giornalmente e a cui loro tengono ad esserci; oppure quando sono invitati a vivere il meeting diocesano in Duomo con il nostro Arcivescovo.


Non mancano i momenti di convivialità con i genitori, attorno a un grande tavolo in oratorio mangiando una pizza e giocando con alcune attività pensate proprio per loro.


“Aiutaci ad essere Tuoi amici sinceri nella vita di ogni giorno”.

Così recita un versetto della preghiera del chierichetto che loro recitano prima di ogni Santa Messa. Perché essere chierichetti non è solo per un’ora a settimana. Essere chierichetti è per sempre, ogni giorno, in qualunque posto siano.


Perché essere chierichetto è un po’ essere testimone del mistero di Gesù che si fa Eucaristia per noi.