Stamattina quando è suonata la sveglia proprio non volevo uscire dal letto, la mamma come al solito è entrata con la sua voce delicata a dirmi che era tardi e che la colazione mi aspettava in cucina. Dopo essermi girato alcune volte tra le coperte calde, mi sono alzato e –non so bene come- sono riuscito ad affrontare l’intera mattinata a scuola, dove abbiamo fatto mille cose interessanti assieme alle maestre.

Non vedevo l’ora di uscire, oggi mi veniva a prendere mia mamma e prima di andare a casa mi doveva acquistare un piccolo regalo, visto che è il mio compleanno; la festa vera la farò sabato con gli amici, il regalo è solo una piacevole anteprima. Alle 17.00 sono finalmente a casa e posso godermi il nuovo videogioco appena acquistato, almeno per oggi la mamma non mi darà fastidio in continuazione con la solita frase “Smettila di giocare che l’hai già fatto abbastanza”, per oggi parte del regalo è zero disturbi da parte sua.

Sono preso dalle avventure proiettate sullo schermo della TV, quando qualcuno bussa alla porta. Chi sarà mai, non passa mai nessuno e poi, bussare, chi bussa senza prima aver citofonato, deve essere il vicino che ha bisogno di qualcosa. La mamma mi chiede di andare a vedere chi è, mi avvicino alla porta e chiedo “Chi è?”, dall’altra parte una voce sconosciuta risponde “Sono il prete per la benedizione della casa”. Abbastanza confuso dico alla mamma che è il prete e lei portando la mano destra alla fronte esclama ad alta voce “Cavolo la benedizione, me ne ero proprio dimenticata”, si gira verso l’ingresso e dice “Arrivo subito”, poi volta lo sguardo verso di me “Andrea spegni subito quel coso”. No, scusa? Oggi è il mio compleanno, avevamo fatto un accordo e adesso mi chiedi di spegnere, per chi? Per il prete? Ma il prete non lo devo sopportare solo la domenica a messa? Ora viene anche a casa? Servizio a domicilio? Consegna gratuita?

Il giovane prete entra in casa bardato come se fossimo in Russia: giubbotto, cappellino, sciarpa. Appena scopre il volto mi guarda sorridente e mi chiede come mi chiamo, rispondo solo per educazione mentre vorrei lamentarmi per aver interrotto la mia partita. Rasserena mia mamma riguardo il presunto disordine della casa, dicendo che non è importante se si era dimenticata della visita, per pregare basta poco e l’ordine perfetto non è richiesto. Mi sorprende per la curiosità che ha nei miei confronti, vuole sapere dove vado a scuola, come mi trovo con i compagni, se vado in oratorio…mamma mia quante domande, a sto punto ne approfitto per dirgli che è il mio compleanno e lui mi stordisce gridando “Tanti auguri!”. Ringrazio, sempre solo per educazione.

Estrae dalla borsa una piccola immaginetta con un disegno raffigurante una Natività e mi spiega che all’interno ci sono scritte alcune parole del Papa, mentre sul retro una tabella riporta gli orari delle messe. Invita me e la mamma a dire una piccola preghiera, prima di fare un segno di croce con uno strano strumento dal quale fuoriescono alcune gocce d’acqua. Ci fa ancora gli auguri di un felice Natale e mi saluta appoggiando la mano sulla mia testa come faceva il nonno quando ero piccolo, la mamma gli consegna una busta contenente un’offerta, poi esce e sento suonare il campanello del vicino.

Che strana questa cosa della visita natalizia, devo ammettere che è stato piacevole accogliere il prete a casa mia, anche se sono stato costretto ad spegnere la Playstation. Sento sempre dire che la Chiesa siamo noi, che la Chiesa è vicina, beh oggi ho capito che non sono solo parole. Per la prima volta non sono stato io ad aprire il pesante portone della chiesa, ma mi è bastato aprire la porta di casa mia.

Guardo il cartoncino che mi ha lasciato il don, c’è scritto “Dio non è lontano, non dobbiamo cercarlo nelle orbite celesti o in qualche mistica idea”, mi viene da dire che a volte è talmente vicino che bussa alla porta, ma non so se il don sarebbe d’accordo, forse esagero.

 

don Pietro